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Scultura dell’ottocento

Sindrome di Stendhal – Perché si soffre della sindrome di Stendhal?

stendhal

Che cos’è esattamente la “Sindrome di Stendhal”? Perché una fanciulla di Botticelli può scatenare gravi squilibri e disagi nella psiche del visitatore? Ce ne parla Graziella Magherini, la psicoanalista che per prima ha studiato il fenomeno, coniando la celebre definizione

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Quando la Gioventù cerca di fermare il Tempo

barcaglia copertina

Uno splendido marmo di Donato Barcaglia. Il Tempo raffigurato con la consueta lunga barba e la falce, con la quale abitualmente recide lo scorrere delle vite, sembra riuscire a svincolarsi dalla stretta, che la donna, preoccupata di non essere più nella giovinezza fulgente - come un fiore con qualche petalo sgualcito - cerca in ogni modo di interporsi al suo moto. Il corpo femmineo appare sbilanciato indietro dallo sforzo, il viso alterato visibilmente dalla fatica, i piedi quasi terrigni puntati al suolo

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Dolce, sublime Amore che piangi la Fedeltà

freccia COPERTINA

Un fanciullo, personificazione di Amore, appare seduto su un tronco ideale mentre rivolge lo sguardo, velato di lacrime trattenute, verso la Fedeltà, rappresentata da un cane esanime posto ai suoi piedi. Un capolavoro di Pietro Freccia, scultore di grande sensibilità, morto a trentadue anni, nel 1856, a causa della caduta da un ponteggio. Il tema è sviluppato con una sensibilità estrema, volta a trasferire nello spettatore il conflitto da sentimenti eterni e trascinamenti inconsapevoli disposti da Eros stesso [caption id="attachment_12503" align="aligncenter" width="1213"]P.FRECCIA, Amore e Fedeltà, 1840, marmo, Firenze, Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti P.FRECCIA, Amore e Fedeltà, 1840, marmo, Firenze, Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti[/caption]

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Per chi fu costruita la Tomba del cane e cosa contiene? Il mistero svelato del monumento di Brescia

La statua di Arnaldo sembra indicare la Tomba del Cane, edificio neo-gotico progettato da Vantini e costruito sulla collina dei Ronchi

Il progetto porta la firma prestigiosa di Rodolfo Vantini (1792-1856) e l'opera bresciana fu terminata dall’allievo Giuseppe Cassa. L’architetto aveva disegnato un monumento sepolcrale di chiare forme neogotiche, ispirandosi alle trecentesche Arche Scaligere veronesi, nel quale confluivano, oltre a scelte ancora neoclassiche, anche le forme e il fascino dell’architettura egizia e l’inedito utilizzo della ghisa per le cuspidi delle guglie

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Giovanni Dupré – Così un parassita della vite scolpì il dolore del Bacchino malato

Duprè - Bacchino Copertina

Il Bacchino appare sofferente ed emaciato nel corpo magro e nell’espressione dolente, quasi in preghiera dello splendido viso, parzialmente coperto dai capelli inanellati trattenuti da una coroncina di pampini. La crittogama parassita che colpisce anche la vite, sembra aver colpito anche lui in una condivisione totalizzante che unisce la divinità alla natura e di conseguenza all’uomo, all’uomo che soffre.

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La bellezza che vince il tempo: Maria Fjodorova e Thorvaldsen

Th Copertina

Una donna, bellissima, la cui immagine è stata fermata nel tempo dallo scalpello immortale di Bertel Thorvaldsen: il suo nome è Maria Fjodorova Barjatinskaja nata von Keller. Nell’estate del 1818 il diplomatico russo, principe Ivan Ivanovic Barjatinskaja, si trovava a Roma con la moglie Maria, dagli alteri e distaccati tratti prussiani, e fu, in quell’occasione, che commissionò allo scultore danese il ritratto a figura intera della consorte. L’opera, secondo quanto riportato nel contratto del 4 agosto, avrebbe dovuto essere consegnata tre anni dopo, con il pagamento della somma di tremila scudi. Thorvaldsen avviò immediatamente la modellazione del busto e del bozzetto per far seguire, in autunno, la realizzazione dell’opera in altezza naturale. Nel 1819 la sua bottega iniziò la traduzione della statua in marmo, ma per motivi a noi sconosciuti non venne mai ritirata.

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Varni, due anni di scalpello per rendere eterna la giovane moglie Giuditta

Giuditta copertina

Per trattenere con sé la moglie immagina per lei una composizione che ha più il carattere di “opera da salotto” che funeraria, come suggerisce la forma ovoidale del basamento. Una giovane fanciulla inginocchiata comodamente, con evidente e sottolineato richiamo alla Fiducia in Dio di Lorenzo Bartolini, con le mani giunte poste sotto il mento si rivolge all’osservatore con uno dolce sguardo tristemente malinconico, forse leggermente imbronciato. La veste serica che la copre le scende dalle delicate ed esili spalle e si arriccia su una gamba.

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La venditrice di noccioline che volle una splendida scultura funebre

nocciolina copertina

Caterina riuscì a far avverare questo suo desiderio prima ancora di morire. Commissionò ella stessa a Lorenzo Orengo l’opera e ne seguì personalmente le fasi di realizzazione. Le leggende orali, entrate a far parte della storia collettiva, narrano che Caterina si recasse spesso a far visita al suo monumento e che ammirasse la grande cura e maestria con cui era stata scolpita in ogni singolo dettaglio. >La venditrice ambulante entrò cosi nel Pantheon di nobili e borghesi

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