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Scultura dell’ottocento

La bellezza che vince il tempo: Maria Fjodorova e Thorvaldsen

Una donna, bellissima, la cui immagine è stata fermata nel tempo dallo scalpello immortale di Bertel Thorvaldsen: il suo nome è Maria Fjodorova Barjatinskaja nata von Keller. Nell’estate del 1818 il diplomatico russo, principe Ivan Ivanovic Barjatinskaja, si trovava a Roma con la moglie Maria, dagli alteri e distaccati tratti prussiani, e fu, in quell’occasione, che commissionò allo scultore danese il ritratto a figura intera della consorte. L’opera, secondo quanto riportato nel contratto del 4 agosto, avrebbe dovuto essere consegnata tre anni dopo, con il pagamento della somma di tremila scudi. Thorvaldsen avviò immediatamente la modellazione del busto e del bozzetto per far seguire, in autunno, la realizzazione dell’opera in altezza naturale. Nel 1819 la sua bottega iniziò la traduzione della statua in marmo, ma per motivi a noi sconosciuti non venne mai ritirata.

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Varni, due anni di scalpello per rendere eterna la giovane moglie Giuditta

Per trattenere con sé la moglie immagina per lei una composizione che ha più il carattere di “opera da salotto” che funeraria, come suggerisce la forma ovoidale del basamento. Una giovane fanciulla inginocchiata comodamente, con evidente e sottolineato richiamo alla Fiducia in Dio di Lorenzo Bartolini, con le mani giunte poste sotto il mento si rivolge all’osservatore con uno dolce sguardo tristemente malinconico, forse leggermente imbronciato. La veste serica che la copre le scende dalle delicate ed esili spalle e si arriccia su una gamba.

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La venditrice di noccioline che volle una splendida scultura funebre

Caterina riuscì a far avverare questo suo desiderio prima ancora di morire. Commissionò ella stessa a Lorenzo Orengo l’opera e ne seguì personalmente le fasi di realizzazione. Le leggende orali, entrate a far parte della storia collettiva, narrano che Caterina si recasse spesso a far visita al suo monumento e che ammirasse la grande cura e maestria con cui era stata scolpita in ogni singolo dettaglio. >La venditrice ambulante entrò cosi nel Pantheon di nobili e borghesi

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Carlo Monari – L’angelo-genio che ha perduto la strada di Cristo

Scolpito per la tomba di Saverio Muratori, patriota risorgimentale sepolto alla Certosa di Bologna, l’angelo - genio incarna tutti i sentimenti di incertezza e di angoscia caratteristici degli ultimi decenni dell’Ottocento, perdendo quell’aura di rassicurazione tipica dei periodi precedenti: la croce, infatti, che tiene appesa al collo, appare girata nella parte posteriore come per negare metaforicamente le risposte sulla morte date dalla religione, così come allo stesso modo le mani aperte alludono ad uno stato di impotenza e lo sguardo rivolto verso il basso irradia un profondo sentimento di inquietudine che avvolge l’intera composizione.

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Cosa vuol dire Liberty italiano

Abbattere le frontiere tra arti nobili e arti minori e, quindi, la consapevolezza da parte degli artisti che fare un vaso richiede lo stesso impegno che dipingere un quadro, e che entrambi sono oggetti d’arte. E, soprattutto, c’è la consapevolezza del mondo moderno che avanza con le sue strutture e, quindi, con il sistema industriale, e il “dovere” che questi artisti sentono di capire come inserirsi nel sistema, progettando oggetti destinati ad essere prodotti industrialmente e ad avere un’enorme diffusione

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Canova e il calco in gesso. L’accusa parte da “Dedalo ed Icaro”

L’opera, conclusa nel 1779, appartiene al primo periodo dello scultore. Attorno a queste due figure sorse l’accusa di utilizzo di calchi dal vivo, come pare evidente dal volto del vecchio, che non rivela l’idealizzazione dei tratti somatici che diventerà elemento caratterizzante di numerosi lavori del maestro di Possagno.

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Auguste Rodin, il filmato mentre scolpisce nel suo studio

Quello che è veramente particolare e interessante nelle varie scene del filmato è il processo di lavorazione del marmo di Rodin, un close up sulla tecnica e i gesti dello scultore francese. Il filmato si divide in quattro segmenti nei quali l'artista sale e scende le scale di un palazzo monumentale, ispezionando la struttura; Rodin che posa, indossando un cappello, in un giardino; lo scultore che esce dall'abbandonato Hôtel Biron che l'artista usa come studio; e infine Rodin che scolpisce nel suo studio, con in mano scalpello e martello.

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Quando le statue di Rodin iniziano a danzare con coreografie di Smuin

Lo splendido blocco marmoreo mise in luce tutta la potenza e l'amore dello scultore nei confronti del corpo femminile. L'artista, infatti, avrebbe raffigurato se stesso in un incontenibile abbraccio al corpo nudo della modella, nel corso del quale fu trascinato, nell'incanto della bellezza della giovane donna, a baciarla tra il seno e il ventre,in una sorta di omaggio liturgico alla grandiosità dell'eterno femminino.

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