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Scultura dell’ottocento

La Derelitta, ritratto di una povertà bella, sofferente, dignitosa e pronta a reagire

Domenico Trentacoste ne "La Derelitta" somma ed epura con il suo lessico idealista tutte le tendenze artistiche che lo hanno preceduto, come dimostra anche il grande successo di pubblico e di critica suscitato alla prima Biennale di Venezia del 1895, quando è esposta la composizione; un tale successo che porta l’autore esule a far ritorno in patria, stabilendosi a Firenze. Il titolo stesso dell’opera rimanda a una figura posta al margine estremo della società, con un tono sommesso rispetto al precedente Proxumus tuus di Achille D’Orsi, ma in cui la denuncia sociale appare più che mai viva nell’eleganza discreta di un corpo nudo, che affonda le sue radici nella statuaria antica, e che pudicamente nasconde, con un fremito di vergogna, le sue belle forme e il suo stato, che non gli permette neppure di possedere una veste per coprirsi.

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La dolcezza e il dolore, monumento d’amore alla moglie morta

Nel 1872 Giovanni Battista Lombardi (1822-1880) dà avvio al suo più intenso ritratto ambientato a figura intera, il Monumento dedicato a Emilia Lombardi Filonardi, scolpito per la giovane moglie prematuramente scomparsa. Nella composizione, se da un lato la collocazione al Cimitero Verano suggerisce il genere dell’opera, dall’altro si assiste all’intrecciarsi e sovrapporsi di modalità espressive appartenenti a contesti rappresentativi diversi, con il risultato di una stupefacente sintesi espressiva e stilistica.

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Cos’è il diorama? La risposta, tra arte del passato e contemporanea. Il video

Per quanto è possibile sapere, la primogenitura della produzione di diorami spetterebbe a Paolo Savi che li produsse nella prima metà del XIX secolo a fini di didattica scientifica. Le sue opere sono conservate al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Calci, in provincia di Pisa. Ma l'inventore più noto e accertato fu Louis Daguerre che costruì i primi diorami moderni nel 1822-27, avvalendosi del pittore Hippolyte Sebron per gli sfondi e le ambientazioni sceniche

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Bambina con cane in un piccolo mondo antico

Vincenzo Vela riceve l’incarico nel 1852 - Leopolda ha cinque anni – il ticinese tarda la consegna fino al 1854, volendo portare a termine anche le altre due opere avute in commissione dalla famiglia, l’Addolorata e il Monumento funebre di Maria Isimbardi d’Adda. La fanciulla viene colta dall’artista in un momento di svago e di spensieratezza, mentre gioca scherzosa con il suo cocker spaniel facendolo alzare su due zampe con la promessa di un biscotto che tiene stretto nella manina.

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