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Come danzano nell’aria e di cosa sono fatte le sculture di Elias Crespin

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Sculture che fluttuano o che se ne stanno appese, immobili nel vuoto, a suggerire uno spazio e un luogo stranianti. L’evoluzione e la singolare interpretazione dei mobiles di Calder porta il sudamericano portano Elias Crespin ad esplorare nuovi materiali e modalità di assemblaggio per arrivare a questi risultati. I lavori sono realizzati soprattutto con reti metalliche e sono composti da figure geometriche.

a elias

Sospese a quasi invisibili fili di nylon che hanno l’altro capo collegato a piccoli motori, dirette, nel movimento, dai computer le sculture disegnano delicatamente, nello spazio, una danza. Ruotano quasi impercettibilmente per passare da una forma all’altra e dall’ordine al caos, in una coreografia disegnata dall’artista. In questa ricerca per quanto riguarda la forma, spazio, tempo e movimento, spesso Elias Crespin combina lo studio del colore attraverso la sperimentazione di diversi materiali e texture, d’ombra e luce.

Elias Crespin (1965) è cresciuto a Caracas dove ha studiato ingegneria informatica. Proveniente da una famiglia di matematici e di artisti, l’artista include, nei suoi lavori, entrambi gli universi, solo all’apparenza distanti. La sua prima opera in tal senso venne realizzata nel 2002. Dal 2004, i suoi lavori sono stati esposti nel contesto di eventi culturali internazionali, come alla XIII Biennale di Cuenca 2016, alla Biennale di Busan nel 2014, al Museo di Belle Arti di Houston, al Grand Palais e all’Espace Culturel Louis Vuitton a Parigi, alla Fondazione Boghossian. Dal 2008 vive e lavora a Parigi.
Nel 2017 – 21 febbraio, 6 maggio – l’antologica alla Maison de l’Amérique Latine di Parigi.


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