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Come dipingeva Auguste Rodin, il grande scultore. La tecnica, l’amore per Turner

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Fu un pittore estremamente rapido, sintetico. Auguste Rodin, il grande scultore, dipinse per se stesso. Di questa attività minore restano alcune opere che non sono capolavori assoluti, ma che consentono, ad esempio, di comprendere la matrice luminosa e drammatica dalle quale muovono le sue sculture, sospese tra un tormento, un ribellismo romantico e un senso acuto della luce. E’ da notare, proprio a questo proposito, un punto di riferimento privilegiato fosse Turner.

a rodin 1


Rodin, nel quadro Crépuscule d’or sur les dunes en forêt de Soignes, qui sopra, (Paris, musée Rodin), interviene in due tempi successivi.

1) Utilizza colori chiari e con essi completa la prima stesura del paesaggio.

2) Attende che i colori si asciughino, poi prende nero bituminoso per i cespugli e le rocce in primo piano e lo striscia rapidamente creando un’ombra assoluta che ha l’effetto di creare cavità e, al tempo stesso, di far emergere, con massima evidenza, la luce del paesaggio retrostante. La mancanza di diluizione del nero e di stesura accurata, nella seconda seduta, è dimostrata dalla matericità del colore stesso e dalla presenza di grumi.

3) Nella seconda stesura interviene anche sulle nubi per creare le parti in ombra, fortemente contrastate nel crepuscolo. Alla nostra sinistra, in alto il nero è mescolato al blu. Alla nostra destra invece è preso da una tavolozza sulla quale esistono poche tracce di colore. Il colore è quasi secco e si presenta come quando, sulla tavolozza, esso è quasi esaurito.

Una principale stesura, con sovrapposizioni di colore velato e le linee delle onde, caratterizza la povertà del dipinto Maisons rouges, Paris, musée Rodin.

a rodin 2

L’opera appare molto piatta e di scarso interesse. Ciò comunque dimostra che una sola seduta difficilmente dà risultati di rilievo, a meno che il colore sia molto secco, con massime diluizione in acquaragia o essenza di trementina.

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