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Come Monet, per far vibrare le sue tele, inventò il linguaggio stenografico della luce


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monet stenografia

La grafia luminosa in un quadro di Monet e la pagina di un manuale stenografico della fine dell’Ottocento

di Maurizio Bernardelli Curuz

Tecnica e stile di Monet variarono con il passaggio del tempo, come avviene per tutti gli artisti. Egli passò da una pittura più analitica, con stesure più lisce, che rinviavano all’opera di Manet, neL primo periodo, ma divenne più sintetico con un linguaggio di stenografia della luce mentre nella maturità,  si fece liquefatto, con pennellate allungate, sinuose e ondeggianti nelle Ninfee e nei Glicini, con i quali isolò una porzione di paesaggio, in direzione di soluzioni informali e astratte.

Ma è sul periodo della luce frenetica, dell’ istanti luminoso, moltiplicato in un vertiginoso scintillio di luce che vorremmo, in questo breve saggio, fermare l’attenzione, per passare in rassegna, in altri interventi, modalità pittoriche diverse.

 


La domanda, dalla quale possiamo intuire una risposta nelle modalità di stesura dei dipinti del periodo successivo al 1874, anno della prima mostra impressionista: è possibile instaurare un rapporto tra i progressi, la diffusione e il grafismo della stenografia e la convulsa, sincopata raccolta di energie e frasi luminose della natura nella sintesi compiuta da Monet? La scrittura rapida e sintetica della stenografia contribuì a suggerire al maestro modalità diverse di captare e di restituire all’osservatore il brulichio della moltitudine dei fenomeni luninosi? E quanto il pensiero legato allo sviluppo della telegrafia suggerì a Monet l’idea, complementare a quella stenografica, che fosse possibile offrire l’essenza della realtà attraverso un linguaggio cromatico di punti e di linee, incomprensibili se visti da vicino, ma ricomposti dall’occhio alla distanza?

monet albero luce 2

Egli inseguiva anche il desiderio di trasfondere l’idea della luce mutevole e del movimento, nel quadro. Erano gli anni in cui lo studio delle immagini in movimento avrebbe portato alla nascita del cinema. Sallie Gardner at a Gallop, il primo filmato sperimentale realizzato da Eadweard Muybridge, risale al 1873, anno precedente alla nascita ufficiale dell’impressionismo. Le scoperte scientifiche sempre fu frequenti, il rinnovamento delle conoscenze, la velocizzazione di processi tradizionalente lenti, come i trasporti e le comunicazioni, trasformarono il mondo statico in un mondo in movimento e in continua evoluzione, legato alla realtà e alla conoscenza di fenomeni impercettibili. Tutto ciò influenzò profondamente l’arte nuova, anti-accademica, contraria alla trasmissione rigidida di canoni formali, estetici, tecnici, contenutistici che frenavano un’avvertita necessità di mutamento dei linguaggi che andasse, di pari passo,con la velocità di rinnovamento del mond,o della conoscenza e del pensiero. La luce e la sua velocità rappresentarono per Monet il nucleo di un’energia nuova.

Linea, punto. Punto, punto, linea, virgola virgola, punto linea linea, virgola, virgola virgola.  Tutti segni che appaiono in rilievo sulla tela. Il colore non viene più steso, come nella pittura accademica. Esce esso stesso dalla superficie, si innalza come un picco monte per catturare lateralmente la luce. Fermiamoci un istante per osservare i segni, sul particolare del dipinto che pubblichiamo.  Monet, specie dopo la nascita del puntinismo, accelera la resa prepotente dell’energia luminosa sulle tele, attraverso rese stenografiche e telegrafiche. Ma non soltanto attraverso il punto, come i suoi emuli più avanzati del puntinismo,ma tramite una direzionalità della pittura, un processo stenografico della luce che vibra nella materia e sulla materia. Con più segni, tra loro correlati e collegati, come avveniva nella stenografia.

Il collegamento tra arte e sviluppo tecnologico non è da sottovalutare.  Munch, che ebbe un esordio impressionista, scrisse:”Mi impegnavo a semplificare. E’ in effetti quello che ho sempre tentato di fare. Si può intuirlo in quella costruzione di acciaio (ora completata), la Torre Eiffel (1889, n.d.r). Si può intuirlo nella vibrante linea curva poi ammorbiditasi nello Jugendstil. La linea flessuosa va inoltre ricondotta alla scoperta di nuove energie nell’atmosfera e nella fede in esse. Alle onde radio e ai nuovi mezzi di comunicazione” (Edvard Munch, Frammenti sull’arte, Abscondita, pagina 32).

Analizziamo questo dipinto di Claude Monet, realizzato nel 1891, riapparso sul mercato nel 2014, in occasione di un’asta di Sotheby’s e aggiudicato a 33 milioni e 765 mila dollari.

monet albero luce
Claude Monet
1840 – 1926
ALICE Hoschedé AU JARDIN
Firmato Claude Monet e datato 81 (in basso a destra)
Olio su tela
81×65 cm

 

monet albero luce 2

 

monet stenografia 1897

 

 

Ecco le infinite vibrazioni, le energie della natura racchiuse nella luce, nel vento, nell’acqua; il movimento fluido, direzionale della pittura di Monet. Essa freme di punti e di linee rette nella parte, a livello dei fiori che ascendono come faville di un fuoco, mentre, a livello dell’erba la luce, arde attraverso quelle linee curve di energia descritte da Munch. Se osserviamo,  in basso a sinistra, e isoliamo un rettangolo di giallo e di blu,siamo perfettamente di fronte a quella che è la pittura di Van Gogh, che potenzia, espressionisticamente, la carica di energia, attraverso una pittura fatta di segni e non di stesure lisce.

 

 

monet albero luce prato

 

 

 

Anche Monet, senza accettare la schiavitù di una pittura totalmente subordinata alle scoperte ottiche, ebbe modo di studiare il celeberrimo cerchio cromatico, un dispositivo messo a punto dal francese Michel Eugène Chevreul per rendere possibile la classificazione delle sfumature di colore delle tinture in uso presso la manifattura dei Gobelins.

Questo scienziato, che pubblicò le sue ricerche nel 1839, scoprì che se si accostano due colori complementari viene esaltata la luminosità di ciascuno di essi. Per visualizzare i rapporti tra i colori inventò il cerchio cromatico (qui sotto) , dove i colori complementari si trovano alle estremità opposte di ogni diametro. Questo strumento, noto già agli impressionisti, è alla base delle ricerche sugli accostamenti del Pointillisme.  Accrescere la luce, la chiarezza, la luminosità, attraverso l’accostamento di colori complementari; ma Monet non fece solo questo; fece esplodere il colore, con pennellate stenografiche e direzionali in continuo mutamento.

chevreul

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