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Come abbiamo pulito i quadri di casa, ravvivandone i colori

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La polvere della casa e un filo d’unto, che si crea nel tempo,  abbassano il tono dei colori. Se i quadri si trovano poi in una cucina o in un open space dove giungono i vapori di cottura o nei pressi di un caminetto o se attorno a noi ci sono strade polverose, sono soggetti a depositi più evidenti, che opacizzano l’opera. Stiamo parlando di materiali superficiali.

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NON SI POSSONO DETERGERE IN CASA
INTERVENENDO DIRETTAMENTE SULLA SUPERFICIE

  • I quadri realizzati a carboncino
  • I quadri realizzati a matita
  • I quadri realizzati con pastelli tradizionali (tipo Degas)
  • Gli acquerelli
  • I quadri realizzati con pastelli ad olio o a cera, privi di vernice finale
  • Le opere realizzate su carta
  • I quadri antichi o di valore per i quali è meglio chiedere interventi da parte dei restauratori

E’ facile riconoscere queste opere che sono, peraltro, rese inaccessibili, normalmente, da un vetro protettivo. Comunque sia, anche se non lo fossero: un disegno è immediatamente evidente a tutti, quanto il carboncino. Il pastello somiglia visivamente, anche se la qualità dei materiali è nettamente superiore, alle opere realizzate con i gessetti colorati da lavagna. L’acquerello è normalmente steso su carta, con aloni cromatici e trasparenze opache che ben conosciamo. Queste opere non possono essere pulite a livello di superficie diretta – a meno che non sia un restauratore, ad intervenire – perchè è chiaro che, anche nel caso sia stato usato un fissante o un lieve spruzzo di lacca per evitare distacco di colore, il pigmento secco tenderà a sciogliersi nel liquido, pur minimo, che utilizziamo per la pulizia. Rivolgersi pertanto a un restauratore.


E’ MEGLIO EVITARE DI PULIRE CON LIQUIDI

Anche i quadri realizzati con tempera e non dotati di vernice finale (detta anche, comunemente, vernicetta). La tempera, infatti, è solubile in acqua. Libertà di movimento, invece, se esiste vernice finale

 

SI POSSONO PULIRE CON ATTENZIONE

i quadri realizzati ad olio, evitando, per precauzione, opere del primo Ottocento e dei secoli precedenti

le opere dotate di vernice finale (vernicetta)

 

 

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Nell’ambito di numerose sperimentazioni – finalizzate a mettere in luce gli effetti di un’azione detergente, svolta con materiali poveri e finalizzata a una minima manutenzione diretta –  dopo la valutazione del dipinto e delle sue condizioni generali, abbiamo lavorato semplicemente con una spugnetta da cucina, di quelle molto morbide, per un’opera di detersione della superficie.

Non abbiamo utilizzato sostanze chimiche, diluenti, nè acetone – responsabile di tante deturpazioni e di perdite di velatura –  né ammoniaca.  Semplice acqua e delicato sapone detergente neutro., entrambe in bassisime quantità, solo per inumidire la spugna. Qualche goccia di sapone neutro nell’acqua. Abbiamo versato in un contenitore acqua demineralizzata – acqua distillata – che alcune volte abbiamo preferito a quella del rubinetto perchè la prima non contiene depositi. Abbiamo mescolato in modo tale che il sapone si diluisse. Poi abbiamo preso la spugnetta, calata nell’acqua lievemente insaponata, quindi l’abbiamo strizzata accuratamente e, osservando con attenzione, abbiamo proceduto alla delicata detersione.
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Abbiamo poi sciacquato la spugna, per rimuovere tracce di liquidi, di detergente e di sporco. Quindi, con delicatezza, abbiamo asciugato subito,  utilizzando uno straccio di cotone o un asciugamano pulito da cucina.  Abbiamo poi lasciato il quadro in un ambiente aereato affinchè la pur minima traccia di umidità asciugasse, prima di riappenderlo.Le opere non hanno subito alcun problema, ma si sono presentate più leggibili e più lucide.

 

 

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Controindicazioni? 

Oltre a quelle precedenti, legate alle tecniche di realizzazione, riordiamo che se l’opera, pur ad olio, pur con la vernice finale, presenta scaglie in fase di distacco o pur di minimo sollevamento, non bisogna assolutamente intervenire. Il quadro è “malato” a causa di problemi di tensionamento e di film un pittorico molto sottile. Va pertanto portato dal restauratore. Questa esfogliazione del film pittorico riguarda in particolar modo i dipinti dell’Ottocento e, in gran parte, i ritratti. Nell’Ottocento le tele avevano trame molto fitte, rispetto ai secoli precedenti; tele spesso simili a quelle dei nostri lenzuoli o asciugamani da cucina. La mancanza di una trama in evidenza consentiva al pittore di operare su un fondo che mancava assolutamente di ogni minima asperità, con la massima accuratezza di stesura. E l’effetto somigliava a quello delle antiche tavole. Ma la tela sottile, molto tensionata sul supporto e caratterizzata da stesure non materiche,  esponevano ed espongono il quadro al rischio elevato distacchi. Pertanto non pulite mai un quadro, pur ad olio, che presenti tendenza ai distacchi.

Ampio distacco di colore da un ritratto del primo Ottocento. Qui ci rendiamo perfettamente conto sia dell'esigua quantità di colore originariamente usato sulla tela e della superficie quasi liscia della tela, prodotta a partire dall'Ottocento con queste trame serrate. Il calore ha provocato l'essiccazione del film pittorico e il movimento del telaio ha contribuito al distacco che abbiamo descritto in questa pagina

Ampio distacco di colore da un ritratto del primo Ottocento. Qui ci rendiamo perfettamente conto sia dell’esigua quantità di colore originariamente usato sulla tela e della superficie quasi liscia della tela, prodotta a partire dall’Ottocento con queste trame serrate. Il calore ha provocato l’essiccazione del film pittorico e il movimento del telaio ha contribuito al distacco

 

USARE LA PATATA TAGLIATA?

Qualcuno utilizza una patata tagliata per pulire il quadro. Ma è una pulizia inutile. Il liquido del tubero opacizza il quadro

USARE IL LIMONE TAGLIATO?

No. L’uso del limone per la detersione è pericoloso,a causa della sua elevata acidità, in grado di rovinare la vernice finale.

USARE LA CIPOLLA TAGLIATA?

Come la patata, la cipolla non rimuove effettivamente l’unto e può lasciare aloni

USARE LO SPRAY DEI VETRI?

Se il quadro è dotato di un vetro – vetro che sconsigliamo, se è un quadro ad olio – naturalmente sì, ma sul vetro.  Mai invece utilizzare sul film pittorico spray per i vetri, sgrassanti, diluenti per lapulizia della casa sull’opera perchè possono contenere solventi in grado di opacizzare stabilmente la vernice finale.

USARE OLI O CERE PER MOBILI?

No. L’olio o la cera per mobili creano unto e alternanza di chiazze lucide od opache. Ciò che sembra lucido e bello in un primo momento, non ci piacerà più, dopo un po’ e opacizzerà la vernice finale.

NON PULITE MAI LA PARTE POSTERIORE DELLA TELA

Solo uno”spolverino” o uno straccetto asciutto, possono essere utilizzati per rimuovere polvere e ragnatele nella parte posteriore della tela. Qui è tassativamente proibito intervenire con qualsiasi liquido poichè l’umidità o l’acqua provocano il ritensionamento irregolare della tela,  che non è trattata e che, pertanto si può restringere, creando di distacchi della pittura.

QUANDO SOSTITUIRE LA VERNICE FINALE

La vernice finale, con il tempo, ingiallisce e incupisce, creando problemi di fruizione corretta dell’opera. Se il dipinto è diventato cupo, pensiamo a portarlo da un restauratore per la rimozione e la sostituzione della vernice finale, evitando di operare direttamente. Vedrete risultati straordinari. La rimozione della vernice – operazione che tradizionalmente viene ottenuta con acetone o nuovi analoghi prodtti,molto diluiti –  è un’operazione pericolosa per l’integrità del quadro. I restauratori sanno quando fermarsi, per evitare che la rimozione della vernice finale faccia scomparire velature o rimuova addirittura parte del film pittorico. Nell’ambito della manutenzione della casa, dovremmo pensare pertanto anche a questa operazione, da affidare a professionisti.

 

 

 

 

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