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Com’erano i letti degli antichi romani? Il design ricorrente tramandato dagli affreschi erotici

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Se nelle case povere o nei postriboli il cubiculum era il luogo con un parallelepipedo di mattini , murato, e intonacato, sul quale veniva gettato un sacco contenente foglie e lana, che formava il giaciglio, nelle domus della borghesia e della nobiltà, i letti non appartenevano alla struttura in muratura, ma erano mobili. In molti casi essi derivavano da fusioni di metallo, come il bronzo, ed erano autentiche sculture. La forma e lo stile, negli anni di Pompei risulta ripetitiva e invariata. Una spalliera di altezza maggiore rispetto alle altre parti del letto, discende attraverso due colonnine lavorate a rocchetto e due sostegni lisci, in direzione di una base costituita da un sostegno a forma di asse. Analoga, ma di dimensioni inferiori la parte opposta del letto stesso. Queste due stutura erano, naturalmente collegata da stanghe longitudinali. sulle quali veniva presumibilmente legato il materassso.
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