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Con ago e stoffa avanzarono le artiste rivoluzionarie del Futurismo e dell’Astrattismo

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Alcune artiste attive nei primi decenni del XX secolo trasformarono i tradizionali lavori femminili in opere d’arte. E ciò fu provocazione.
L’ago al posto del pennello, a dimostrazione che l’artista può utilizzare qualunque mezzo per esprimere la propria realtà creativa, anche passando attraverso gli utensili che, in qualche modo erano simbolo della loro sottomissione. Non sono ricami né lavori tessili comuni quelli proposti nel volume Avanguardie Femminili in Italia e in Russia 1910-1940: si tratta di opere d’arte, realizzate da pittrici principalmente legate alle correnti astrattista e futuriste. Donne non più come oggetti privilegiati di rappresentazione, ma come soggetti dotati di una propria identità. Protagonisti di autonome scelte di poetica; donne che hanno saputo servirsi dei semplici strumenti tradizionalmente riconoscibili al mondo femminile per creare arte.


E’ stato il Futurismo a dar loro il fuoco, l’entusiasmo e il coraggio necessari pe proporsi. Alma Fidora (1894-1980), esponente moderata di Nuove Tendenze (fedele ai principi dettati nel manifesto Ricostruzione futurista dell’universo), si dedica alla realizzazione di cuscini, vestaglie, scialli e arazzi destinati alla classe borghese. In breve tempo ottiene un grande successo, che la induce a cimentarsi in vari campi del design, perfino in quello del vetro, generalmente estraneo alle donne. Molte delle sue opere sono andate distrutte o disperse con i tragici avvenimenti delle guerre mondiali; tra esse rimane La giostra del 1936 (fotografia di copertina), ricamo su tela grezza dai colori accesi, realizzato con sapiente maestria.

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La pittrice astrattista Bice Lazzari (1890-1981) ha fatto del concetto di “non oggettivo” (“gegenstandslos”), usato da Kandinskij negli scritti sulla vita interiore, il proprio motto. Tuttavia, la sua arte trasforma il “non oggettivo” nell’oggetto: per lei l’astrattismo non è altro che un mezzo per creare oggetti come cuscini, tende, ricami, collane e monili. Intende sperimentare nuovi mezzi espressivi e rivisitare l’arte applicata con un’inedita scelta di materiali. Nell’astrattismo ornamentale, il tentativo di trascendere la natura è sempre subordinato ad una stilizzazione che mira a cogliere l’essenza della realtà. Lo dimostrano i suoi quadri, così come i suoi ricami, che per la pittrice costituiscono la metafora dell’esistenza stessa:” Guardare indietro nella mia vita è come dipanare un gomitolo imbrogliato dove la difficoltà è quella di trovare il capo”. Alma, Bice e con loro tante altre, sono riuscite ad accedere ai luoghi deputati dell’arte italiana e a lasciare un’eredità stimolante alle generazioni successive, rimanendo profondamente se stesse.

 

 

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