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Cosa significavano le allucinate performance erotiche di Valentina di Crepax?

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Cos’ha significato Valentina nella storia della cultura e del costume? E che significato avevano quelli che, a noi ragazzi degli anni Sessanta, sembravano fumetti meravigliosi – come soggetto – e incomprensibili? Valentina ha certo contribuito, accanto a tanti altri elementi, al processo di liberazione della donna. Ed è rispondendo al perchè, che ne individuiamo il significato. Al di là di elementi esterni – il caschetto, gli stivali, che la protagonista reitera nel tempo al di là degli anni del Piper, della donna forte di Sacher-Masoch, autore de “La Venere in pelliccia” e della maschietta Louise Brooks. – Valentina, come ha testimoniato il disegnatore Guido Crepax, è una donna moderna, ma molto italiana.

Quelle tracce narrative fluide, poco lineari, che vedevamo dipanarsi, erano sinuosità oniriche. Valentina sogna. E sogna soprattutto quel sesso che non è capace di giocare sul piano della realtà. E’ ricca di sogni erotici, che in buona parte restano tali. Una forte realtà onirica sessuale, mentre sul piano della quotidianità si comporta come la propria madre. Al tempo stesso, i fumetti pongono una serie di interrogativi sulle infinite sfumature della sessualità femminile. Come una certa violenza solo simulata. Come la sopraffazione, solo simulata.

Crepax non assumeva ciò che appariva come “politicamente corretto” ma stava al centro di una realtà complessa, recuperando, dal surrealismo la dittatura del sogno. Valentina è pertanto una donna degli anni del Boom economico alle prese con i propri sogni seducenti e imbarazzanti.

L’eroina nacque come una comprimaria di un personaggio maschile, nel 1965, da uno dei disegnatori più innovativi della storia del fumetto: Guido Crepax, grafico pubblicitario e illustratore di successo, che sarebbe scomparso il 31 luglio 2003 a Milano all’età di 70 anni.
La prima pubblicazione di Valentina comparve all’interno della rivista mensile “Linus” e si intitolava “La curva di Lesmo”. Protagonista di queste strisce molto eleganti sotto il profilo grafico era Philip, alias Neutron, critico d’arte e investigatore dilettante, dotato di particolari poteri psichici, che gli consentivano di paralizzare con lo sguardo, qualsiasi individuo o qualsiasi macchina.

Tale capacità gli derivava dal suo legame di parentela con i Sotterranei, una popolazione cieca che viveva nel sottosuolo a 20.000 metri di profondità.
Ben presto Valentina grazie al suo carisma e al successo di pubblico, scalza il protagonista Philip Rembrandt, conquistandosi il ruolo di protagonista in tutte le storie seguenti.

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