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Cos’è l’arte autodistruttiva di Gustav Metzger, morto in questi giorni

a tedesco

Vicina, per certi aspetti all’espressionismo astratto, e all’arte povera italiana, e nel parallelo con le combustioni di Burri, l’opera di Gustav Metzger (Norimberga, 10 aprile 1926 – Londra, 1° marzo 2017) è improntata alla violenza. La violenza che egli ha vissuto in prima persona, quando, lui tedesco e membro di una famiglia perseguitata, venne salvato dal Refugee Children Movement e portato in salvo in Inghilterra. Tagli, combustioni, tele tagliate che evocano figure. Materiali destinati ad estinguersi perchè di recupero. La contestazione di tutto – governi e mercato – fu in Metzeger, radicalissima. Al punto da negare un posto all’arte stessa.

Specchio di un intenso attivismo politico, i suoi lavori rispecchiano anche quelli che lui riteneva crimini, pur se compiuti dagli avversari del totalitarismo dai quali era stato salvato Si batté per il disarmo nucleare e finì in prigione per aver partecipato ad azioni di disobbedienza civile non violenta.

Gustav Metzger è un esponente dell’azionismo, che appartiene alla corrente più allargata dell’espressionismo astratto, come dimostrano le opere del filmato. Metzger è stato anchel’inventore della “Auto Creative Art”, “Auto Destructive Art”, della”pittura cinetica” e dell'”Historic Photographs”

https://www.youtube.com/watch?v=9nzzLdiI9eg

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