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Da dove vengono le immagini che sognano i ciechi dalla nascita? Un documentario esplora il mistero

 

Un'immagine del documentario "Il sogno di Omero"

Un’immagine del documentario “Il sogno di Omero”

Perchè chi è cieco dalla nascita racconta le immagini dei propri sogni e le descrive dettagliatamente? E le immagini stesse sono elementi linguistici trasformati in sensazioni visive o l’uomo dispone, nel patrimonio genetico, di una sorta di archivio iconico? Dare una risposta a questo fenomeno non è facile, ma le ricerche proseguono, anche perché ciò significa capire nel profondo i meccanismi percettivi e indagare su ciò che di immateriale potrebbe essere trasmissibile dai genitori ai figli. Nuove frontiere che vengono esplorate anche nel documentario “Il sogno di Omero” di Emiliano Aiello.


Daniela, Domenico, Fabio, Gabriel e Rosa sono cinque ragazzi che non vedono dalla nascita.Tutti e cinque appena svegli hanno raccontato i loro sogni. Sogni con immagini che scorrono nel film. Secondo i ricercatori del Laboratorio del Sonno della Facoltà di Medicina dell’Università di Lisbona, i sogni sono uguali a quelli dei vedenti. Ora ci sono numerosi nodi da sciogliere e quello principale è quello del linguaggio. Il linguaggio ha prodotto nei ciechi dalla nascita immagini sostitutive prodotte da altri elementi conoscitivi sensoriali? E quando loro attraverso il linguaggio trasferiscono  il racconto di un’immagine è essa stessa o il concetto di immagine, acquisita attraverso l’educazione infantile, ma in forma concettuale, quindi puramente linguistica? Oppure esiste una sorta di serbatoio platonico di immagini ideali, già scolpite nel dna e nel cervello? Ma certo dobbiamo rispondere a una domanda:cosa osservano gli occhi dei ciechi – ciechi dalla nascita che non hanno mai visto un’immagine – durante la fase Rem, quella del sonno dei sogni, caratterizzata, come ci orienta l’acronimo inglese, da rapidi movimenti oculari? Il film non dà risposte definitive, ma ha il valore di sottolineare una ricerca molto importante da sviluppare e, soprattutto, crea un filo di reciprocità umana con chi ha subìto questa privazione. Che può essere compensata comunque dall’amore e dall’assiduità affettiva di chi hanno incontro. Forse le parole fanno sbocciare immagini nel nero e le dotano di luce

IL TRAILER DEL DOCUMENTARIO “IL SOGNO DI OMERO” DI EMILIANO AIELLO

 

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