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David di Michelangelo – Fu scolpito in un blocco di scarto. Le fratture? Una logica conseguenza

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DAvid 2DAvid 2La commissione del David fu affidata al giovane Michelangelo nel 1501 dai consoli dell’Arte della Lana e dagli Operai del Duomo di Firenze, e avrebbe dovuto essere collocato su uno dei contrafforti esterni alla brunelleschiana Santa Maria del Fiore. La sfida per il Buonarroti si presentava doppia: da un lato avrebbe dovuto affrontare l’ideazione e realizzazione di un’opera così  grande prestigio che gli avrebbe potuto dare la fama, dall’altro gli fu destinato un blocco di marmo “male abbozatum et sculptum”, da Agostino di Duccio e da Bernardo Rossellino. I difetti  messi in evidenza dai due precedenti scultori che portarono scartare il blocco marmoreo erano dati dalla forma troppo alta e stretta che non avrebbe potuto reggere, a loro parere, una figura stante, oltre alla presenza di una zona, dove fu scolpito da Michelangelo il braccio sinistro, in cui la pietra calcarea risultava particolarmente friabile. A seguito di quasi tre anni di lavoro e dopo aver superato molte difficoltà riportate dalle fonti del tempo, il David fu terminato.

David_di_Michelangelo_-_patellae

Le caratteristiche di eccezionalità emotiva, artistica e stilistica apparirono subito evidenti, tanto da non lo rendevano più adatto ai contrafforti del Duomo fiorentino; dopo lunghe disquisizioni, fu posto davanti a Palazzo Vecchio, al posto della Giuditta di Donatello. Durante il corso dei secoli lo splendido e silenzioso guardiano di uno dei Palazzi più conosciuti al mondo  subì danni da parte dell’uomo e da parte del tempo, tanto che nel 1882 fu deciso di trasferire l’opera all’interno della Galleria dell’Accademia e di sostituirla con una copia, posta in loco nel 1910. Nel 1991 un ultimo folle gesto portò un uomo con un martello a scheggiare l’alluce e due dita del piede sinistro. Ma ora i problemi appaiono più seri e a segnalarli sono proprio i conservatori della statua che hanno evidenziato micro fratture  a partire dalle gambe, che immediatamente  hanno incaricato l’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche, per stabilirne le cause e quindi pervenire a una soluzione che tuteli l’opera, un’opera che è fra le icone figurative del Rinascimento non solo italiano.

Così si esprimono il gruppo di ricercatori del dell’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università di Firenze, che hanno lavorato su una copia in gesso in scala dell’altezza di 10 cm rispetto i 410 cm del David michelagiolesco:” ”Durante la rotazione all’interno dell’apparato, i modelli a piccola scala sono sottoposti a forze molto piu’ elevate della forza di gravita’, ma che agiscono con le stesse modalità”, spiega Giacomo Corti dell’Igg-Cnr. ”In differenti prove, le piccole statue sono state sottoposte a una forza centrifuga crescente, rendendo la statua sempre piu’ ‘pesante’, finche’ gli sforzi gravitazionali superano la resistenza del materiale e si giunge alla rottura”.

Attendiamo con una certa ansia, riteniamo più che giustificata, come i ricercatori risolveranno il problema, restituendoci al più presto un’opera che racchiude in sé molte simbologie, tra cui la forza e il coraggio di un uomo Davide che con la forza della giustizia racchiusa nel suo cuore sconfisse il gigante Golia.

 



 

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