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Design, meraviglioso bosco proiettato da un lampadario


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lampadario campo mediolampadario da vicinolampadario primissimo pianolampadario primo pianoRicorda un bosco intricato del romanticismo tedesco. Ombre fluttuanti, piegate, di rami e radici attorti. Lo spettacolo che crea nella stanza è suggestivamente magico. Unico. Un design che attorce gli elementi naturali per creare effetti sorprendenti, scultorei.

“Ecco ‘Forms in nature’, forme in natura – dicono gli autori del lampadario-scultura, gli artisti Thyra Hilden (1972, DK) e Pio Diaz, (1973, AR) – Queste sculture di luce assomigliano ai disegni del filosofo darwinista Ernst Haeckel. Attraverso una semplice azione, ad esempio intensificando la luminosità al
centro del disegno, la luce trasforma lo spazio e aggiunge carattere all’ambiente, gettando ombre sovradimensionate sulle pareti o sui soffitti”.
Lavorando rami e radici, in una scultura in miniatura, i due artisti ottengono una proiezione discontinua e intrecciata delle ombre che conferisce un movimento scenografico notevole alla stanza.

La storia di Hilden e Diaz

Nel 2005, i due artisti fondarono la partnership Hilden e Diaz e così fecero confluire in numerosi progetti i loro interessi artistici. Thyra Hilden giungeva dall’esplorazione dell’ambiguità esistenziale attraverso fotografie e installazioni video mentre Pio Diaz aveva lavorato sulla critica politica e sociale attraverso interventi negli spazi pubblici.
La sinergia artistica di Hilden e Diaz si focalizza ora, soprattutto, sul concetto di trasformazione dell’apparente e sui paradossi. Il loro punto di partenza è infatti quello degli elementi più comuni, elementi di base, che si trasformano, mutando radicalmente la percezione comune.

Il loro progetto principale è stato City on Fire (2005 – 2010), un lavoro su vasta scala: video installazioni in edifici e monumenti, che hanno trasformato con il fuoco virtuale al fine di rivelare la natura fragile e transitoria delle costruzioni artificiali. Questo progetto è culminato con l’installazione romana al Colosseo, “Coliseum on Fire”, nel 2010.”Per molti anni è stato il nostro interesse a mettere in discussione le strutture culturali attraverso le forze distruttive come il fuoco. – dicono gli artisti – Ultimamente, il nostro interesse si è spostato al suo polo opposto, che è, come conservare le cose più fragili esistenti nonostante tutte le avversità. Questo obiettivo è evidente nel nostro nuovo progetto artistico denominato Bubble: fare una bolla di sapone che dura per sempre”.

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