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Dormire, forse sognare. Quando divampa il fuoco. Nei disegni antichi

Fredillo, Desiderio, secolo XIX

Vissuta sempre con giustificato trasporto, ma all’ombra e con infiniti sensi di colpa, la sfera erotica fu oggetto di numerose incursioni da parte di pittori e disegnatori che, tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, intendevano, in modo anche grottesco, sulla linea del libertinismo e dell’illuminismo, confutare l’idea diffusa che le donne non provavano piacere o desiderio. L’educazione molto rigida di quell’epoca poneva le ragazze, in un percorso che partiva dai primi anni d’età, ad avere molto timore delle part intime. Ciò era dovuto al fatto che i genitori intendevano che la donna mantenesse la verginità – che aveva, al tempo stesso, un valore morale ed economico – per il matrimonio. Il misterioso pittore Fredillo analizza il desiderio di una dama il cui cappello rinvia alla fine del Settecento. I confessori, del resto, combattevano non solo contro l’autoerotismo – era peccato, toccarsi – ma contro la masturbazione provocata dallo strusciamento più o meno causale delle parti intime con oggetti.

 

 

Padrona del proprio corpo e dei propri impulsi erotici è la giovane donna sul letto, tratta da una tavola pittorica del romanzo Gamiani, o due notti di eccessi (Gamiani, ou deux nuits d’excès) un lungo racconto erotico pubblicato nel 1833 in forma anonima, ma probabilmente scritto da Alfred de Musset, che costituì un vero e proprio best seller della narrativa erotica ottocentesca. L’eroina lesbica protagonista sarebbe basata su un ritratto di George Sand.

 

 

La gioia di “sentirsi” e di essere donna domina questa incisione conturbante, realizzata, nella prima metà dell’Ottocento, da Achille Devéria. Achille Devéria (Parigi 1800-1857).

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