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Gauguin

Due dipinti di Gauguin e Bonnard acquistati nel ’75 per 45 mila lire. Le opere, recuperate dai Carabinieri, torneranno presto al pubblico

Nell’estate del 2013, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale entravano in possesso di due fotografie relative ad altrettanti dipinti apparentemente riferibili ai maestri impressionisti Gauguin e Bonnard. Dalle prime informazioni, risultava che le opere raffigurate fossero state acquistate nel 1975 per la modesta cifra di 45.000 Lire. Dai primi accertamenti effettuati presso la Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando CC TPC, i due dipinti non risultavano censiti tra le opere d’arte da ricercare. Nonostante questo preliminare controllo, le indagini proseguivano per verificare l’autenticità delle opere e gli eventuali eventi criminosi ai quali ricondursi.

Bonnard

Bonnard




In questa fase, venivano approfondite ricerche di natura bibliografica, sul web e sui cataloghi cartacei di istituzioni culturali.
Dai primi accertamenti, veniva appurato che il dipinto di Gauguin era stato pubblicato in un catalogo del 1964, mentre in
quello successivo del 2001 l’opera non risultava più censita. Questa “originale circostanza” induceva a ipotizzare che l’opera,
in quell’intervallo di tempo, potesse essere stata rubata.

Venivano verificati gli spunti informativi che consentivano di rintracciare:
• una fotografia, relativa all’asta del dipinto di Gauguin del 28 giugno 1961 presso la Sotheby’s di Londra;
• due articoli stampa pubblicati dal “The New York Times” (del 7.6.70) e dal“The Straits Times” (dell’8.6.70), in cui veniva riportata la notizia del furto del Gauguin e del Bonnard. Dalla descrizione e dal titolo delle opere si desumeva che i due dipinti sarebbero potuti essere provento di un furto avvenuto a Londra il 6 giugno del 1970.

I due dipinti, raffigurati nelle suddette fotografie, venivano identificati, con certezza, quali olio su tela raffiguranti:
• frutta su un tavolo o natura morta o piccolo cagnolino, con dedica alla contessa di N(imal), datato 1869, attribuito a Paul Gauguin, dimensioni cm 46,5 x 53 (originariamente 49 x 54, ridotto a seguito del taglio eseguito dai ladri);
• fanciulla seduta in giardino, a firma Pierre Bonnard, dimensioni cm 44 x 54.

Il proseguimento delle indagini consentiva di:
• identificare il possessore delle opere,
• convincerlo, attraverso contatti con il legale, sulla base degli elementi indiziari raccolti, a mettere le opere a disposizione delle competenti autorità;
• cristallizzare la probabile provenienza delittuosa.

Attraverso i canali di Cooperazione Internazionale Interpol, veniva richiesta la collaborazione della Metropolitan Police (Art
and Antiques Unit di New Scotland Yard) al fine di:
• verificare se tali quadri fossero stati trafugati in Londra presso una abitazione privata di Regent’s Park;
• accertare l’identità dei denuncianti o degli aventi diritto alla proprietà;
• fornire copia della documentazione pertinente il titolo di proprietà e il furto (la stampa britannica riportò che il furto
era stato consumato il 6 giugno 1970, ad opera di tre uomini travestiti da addetti alla sicurezza).
Contestualmente, veniva altresì richiesta la collaborazione della Polizia di Parigi, al fine di acquisire, presso la casa editrice del
catalogo, copia dei documenti sui due dipinti e della denuncia di furto.
Nel marzo u.s., i Carabinieri del TPC hanno recuperato i due dipinti, a disposizione della Procura della Repubblica di Roma.
La documentazione pervenuta dalla Francia e il materiale possesso dei dipinti ha contribuito all’accertamento dell’autenticità
del Gauguin.
Analogamente, durante l’esame di quest’ultimo dipinto, anche da parte di studiosi di caratura internazionale, è stata reperito
il catalogo di Pierre Bonnard, presso la Biblioteca dell’Accademia di Francia, ove era pubblicato a pag. 170, al n. 569, quale
dipinto del 1909 “La Femme aux deux fauteuils o les deux fauteuils”.

Gauguin

Gauguin

Le indagini in corso dovranno:
• verificare le modalità d’acquisto e la buona fede del possessore;
• ricostruire le fasi attraverso le quali le opere, successivamente al furto, giunsero in Italia. I dipinti, infatti, sarebbero stati acquistati in un’asta pubblica, bandita dalle Ferrovie dello Stato di Torino, finalizzata alla vendita al pubblico incanto degli oggetti dimenticati e ritrovati dal personale di servizio a bordo dei treni. I due dipinti viaggiavano, con ogni probabilità, su un treno proveniente dalla Francia, sulla storica linea che collega, ancora oggi, Parigi al capoluogo piemontese.
Al momento del rinvenimento e non avendone compreso il reale valore, furono accantonati nei depositi. Successivamente,
gli stessi fuono messi all’asta ed acquistati da un operaio, amante dell’arteL’uomo li ha conservati, per circa quarant’anni, fino alla loro individuazione e al successivo recupero. L’Autorità Giudiziaria stabilirà la definitiva legittima proprietà dei capolavori, sulla base delle risultanze investigative fornite dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Certamente, i due dipinti di eccezionale importanza storico artistica e del valore complessivo di svariati milioni di euro,
torneranno ad essere conosciuti ed apprezzati dal grande pubblico e dalla comunità scientifica internazionale.

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