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Ecco gli hard dei nostri antenati: casse con vere donne nude e lanterne magiche

lanterna magica copertina

 

Legata agli esperimenti ottici, forse tenuta segreta per diverso tempo perché utilizzata da finti maghi, alchimisti, spiritisti, che potevano all’improvviso terrorizzare i presenti con l’apparizione di un’immagine virtuale – e pensate che effetto doveva fare questa proiezione fantasmatica – la lanterna magica emerge per la prima volta ufficialmente in una descrizione, almeno fino a quanto sappiamo oggi, compiuta, nel volume Ars Magna Lucis et Umbrae dall’alchimista e erudito, il gesuita Athanasius Kircher, nel 1646, ma non si può escludere che questa invenzione venga dalla Cina, attraverso la cultura araba. Il funzionamento di questa prodigiosa scatoletta è magico e probabilmente nasce come nuova applicazione delle lanterne utilizzate per l’illuminazione, specie quelle portatili e direzionali, a cui si faceva ricorso per muoversi durante la notte. Un parallelepipedo con una maniglietta , cinque facce scure e un vetro nella parte anteriore che permetteva di focalizzare meglio la luce in un punto davanti a sè, quello in cui si dipanava il cammino notturno.

Una tradizionale lanterna magica ottocentesca. Qui è ben visibile l'origine dell'apparecchio da una normale lanterna. la parte sporgente è il tubo della lente. Al muro alcune immagini su carta che venivano proiettate

Una tradizionale lanterna magica ottocentesca. Qui è ben visibile l’origine dell’apparecchio da una normale lanterna. la parte sporgente è il tubo della lente. Al muro alcune immagini su carta che venivano proiettate

La direzionalità unica non disperdeva i fasci di luce della candela convogliandoli verso il vetro. Deve essere stato così notato che se il vetro era sporco o presentava una crepa, la lampada proiettava, ingrandendo quel piccolo particolare. Così ci si mise al lavoro e si ottenne, da una semplice lampada per il cammino notturno, il vero antenato del cinema. La lanterna magica, come quella ordinaria, è un parallelepipedo che contiene una candela e che dispone delle sufficienti prese d’aria affinchè la combustione non sia interrotta. A differenza della lanterna tradizionale monta, nella parte anteriore una lente anzichè un semplice vetro.

 

Gli effetti della proiezione di una stampa erotica dalla lanterna magica

Gli effetti della proiezione di una stampa erotica dalla lanterna magica

La lente consente di spostare avanti il punto focale e di ottenere l’ingrandimento e la messa fuoco dell’immagine stessa a una certa distanza Tra la lente e la candela furono inizialmente inseriti fogli di carta leggera con disegni, che venivano così proiettati.

lanterna magica schema

 

La carta fu poi sostituita da vetri dipinti, antenati delle diapositive – il proiettore per le dia non differiva, sotto il profilo strutturale, dalle lanterne magiche – . Essa fu prima utilizzata da maghi, imbonitori e spiritisti, come dicevamo, che riuscirono, per un certo periodo a non rivelare la fonte di quelle immagini spaventose che apparivano luminose, sul muro, e a trarre enormi profitti, non tanto per lo spettacolo in sé ma per il potere d’evocazione dei morti o degli spiriti che in questo modo riuscivano a rendere palese, dimostrando di possedere enormi poteri occulti.

Tra i più celebri usi professionali vi fu pertanto quello della suggestione spiritica, abilmente sfruttata da Cagliostro; prima di lui, all’inizio del XVII secolo, il mitico rabbino Loew aveva intrattenuto l’imperatore Rodolfo d’Asburgo con una processione dei suoi antenati, che aveva atterrito e messo in fuga i convitati nel castello di Praga, dando origine a un’esplosione di paura e confusione, che fu causa anche di un incendio.

L'atmosfera inquietante prodotta dalle lampade magiche fu utilizzata anche da Cagliostro

L’atmosfera inquietante prodotta dalle lampade magiche fu utilizzata anche da Cagliostro

Una volta che il mistero fu noto, la macchina venne utilizzata per proiezioni scientifiche e didattiche, per illustrare racconti o romanzi o, attraverso le cosiddette “proiezioni notturne”. Il fine dell’eccitazione delle coppie, che avrà forse reso più cedevoli anche signore abbottonatissime, è dimostrato da un’interessante testimonianza. Nel 1720 il Reggente di Francia partecipò a una sessione di lanterna magica organizzata dal marchese de La Fare. In quell’occasione de la Fare lesse alcuni suoi sonetti erotici, ispirati a quelli dell’Aretino. Mentre le poesie parlavano di potte e cazzi,(“Fottiamoci anima mia, fottiamo presto perchè tutti per fotter nati siamo. E se tu il cazzo adori io la potta amo e saria il mondo un cazzo senza questo”) venivano fatte scorrere, nell’oscurità, le immagini tratte dalle incisioni di Marcantonio Raimondi. Come vediamo qui sotto, scene esplicite di sesso.

Un'incisione di Marcantonio Raimondi che si lega ai Sonetti lussuriosi di Pietro Aretino. Quella sera del 1720 i nobili francesi videro certamente anche questa immagine. Le altre, più sotto, sono proiezioni di incisioni erootiche ambientate nel Settecento, epoca nella quale avvenne la riunione qui narrata

Un’incisione di Marcantonio Raimondi che si lega ai Sonetti lussuriosi di Pietro Aretino. Quella sera del 1720 i nobili francesi videro certamente anche questa immagine del Cinquecento. Le altre, più sotto, sono proiezioni di incisioni erotiche ambientate nel Settecento, epoca nella quale avvenne la riunione qui narrata

Le parole ardite, i disegni spudorati fino alla pornografia, gli inviti misti – uomini e donne affiancati – fecero scoccare scintille erotiche che svilupparono un reale incendio dei corpi.

lanterna magica 2

 

 

lanterna magica 3

 

Ecco cosa narra, nel 1720 il Reggente di Francia: “La Fare ci ha offerto di vedere le immagini alla lanterna e di sentir leggere la sua composizione. Hanno preparato l’appartamento, e lui ci ha fatto passare davanti agli occhi alcune delle incisioni del libro dell’Aretino, su cui aveva fatto versi simili. Durante l’oscurità necessaria per questo spettacolo, ognuno aveva presto posseduto una donna. ” Le proiezioni divennero anche più raffinate, utilizzando due vetrini con i quali era possibile creare immagini sovrapposte, che simulavano lontanamente – per noi – ma in modo prodigioso – per loro – il movimento. Nell’Ottocento le lanterne magiche venivano usate anche nei postriboli soprattutto per evitare che i clienti utilizzassero le case chiuse come un club per la conversazione. I consumi erotici, con l’uso delle immagini e la vicinanza di donne profumate e discinte, aumentavano notevolmente. Nelle case, invece, le lanterne magiche venivano usate dalle famiglie con immagini di fiabe, di animali, di mondi esotici. Ma la presenza di numerosissimi vetrini proibiti possono indurre a ritenere che, una volta a letto i bambini, papà e mamma traessero qualche travolgente ispirazione.

Le camere ottiche con proiezioni venivano anche portate alle sagre o alle feste e, in qualche caso, i vetri dipinti sostituirono le belle donne nude vere che era possibile spiare nelle casse attraverso il vetro e che mostravano allo spettatore – specie al giovane – la conformazione complessa e misteriosa dell’organo sessuale femminile. (nell’immagine in cima alla pagina)

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