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Foto Roberto Mascaroni

EXPO 2015 | Il nuovo Museo della Pietà Rondanini protagonista al Castello Sforzesco


MUSEO PIETA’ RONDANINI 
Milano, Castello Sforzesco, Cortile delle Armi

Informazioni per il pubblico
·        2 – 10 maggio 2015
Ingresso gratuito al Museo Pietà Rondanini tutti i giorni (lunedì 4 maggio compreso) fino a domenica 10 maggio
Orari dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Giovedì 6 apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)

·        Dal 12 maggio 2015
L’ingresso al Museo della Pietà Rondanini è compreso nel biglietto unico per i Musei del Castello Sforzesco al costo di 5 euro (ridotto 3 euro) acquistabile presso la biglietteria dei Musei del Castello Sforzesco
Orari dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Giovedì apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)
Chiuso il lunedì

E’ stata una grande festa aperta alla città quella che sabato 2 maggio al Castello Sforzesco, ha visto l’inaugurazione del nuovo Museo della Pietà Rondanini: un evento che ha dato l’avvio al ricco programma di iniziative di ExpoinCittà, destinato ad animare la vita culturale milanese per i sei mesi dell’Esposizione Universale.

Protagonista della giornata di apertura, l’estremo capolavoro e ultima creazione incompiuta di Michelangelo: proprio in concomitanza con l’avvio di Expo, e dopo quasi sessant’anni trascorsi nel Museo d’Arte Antica del Castello all’interno della Sala degli Scarlioni, Milano dedica infatti alla Pietà Rondanini un nuovo Museo, in uno spazio riscoperto, completamente restaurato e restituito alla città, l’antico Ospedale Spagnolo cinquecentesco del Castello. Uno spazio che, grazie al raffinato allestimento di Michele De Lucchi e alla direzione del progetto curata da Claudio Salsi, Soprintendente del Castello, dà finalmente piena valorizzazione al significato espressivo e alla potenza struggente dell’opera cui il grande Maestro toscano lavorò fino agli ultimi giorni della sua vita: un’icona dell’arte mondiale e, per questo, fra le sei icone simbolo di ExpoinCittà.

La Pietà Rondanini di Michelangelo
Estremo capolavoro e ultima creazione incompiuta del genio toscano, la Pietà Rondanini è un’opera drammaticamente singolare, dotata di un senso che trascende la bellezza in quanto espressione dell’amore umano: racchiude infatti in un unico blocco di marmo le figure del Cristo e della Vergine, quasi fuse in un solo abbraccio. La Pietà Rondanini rappresenta il testamento spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel 1564. L’opera non finita fu infatti ritrovata nella sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni fino a quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini (questa la denominazione corretta), raffinato collezionista romano. Nei secoli successivi visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà, quasi nell’oblio, fino a quando nel 1952 la scultura venne acquistata dal Comune di Milano ed esposta per la prima volta nel 1956 in occasione della riapertura dei Musei del Castello nel secondo dopoguerra.

Foto Roberto Mascaroni

Foto Roberto Mascaroni



L’antico Ospedale Spagnolo
All’interno dell’antico Ospedale Spagnolo, con i suoi delicati affreschi, l’intensità struggente dell’opera incontra un’architettura ideale, che sembrava attenderla da tempo. In quegli spazi collegati alla sofferenza, realizzati per i soldati della guarnigione spagnola del Castello colpiti dalla peste nella seconda metà del ‘500, proprio pochi anni dopo il momento in cui Michelangelo a Roma lavorava alla Pietà Rondanini, la scoperta delle parole del credo apostolico, a quel tempo conforto di soldati malati, appare come una casualità particolarmente suggestiva.

L’allestimento di Michele De Lucchi
All’interno della sala dell’antico Ospedale Spagnolo, l’allestimento realizzato da Michele De Lucchi – che prende il posto di quello precedente firmato da BBPR nella Sala degli Scarlioni dove troverà una nuova valorizzazione – è essenziale, per rispettare la sacralità della Pietà e indurre alla meditazione. Sulla parete opposta all’ingresso, una quinta nasconde la Porta di Santo Spirito, accogliendo la maschera funeraria e una medaglia che ritrae Michelangelo, realizzate rispettivamente da Daniele da Volterra e da Leone Leoni. Lo spazio è quasi del tutto vuoto, salvo la presenza di tre panche in rovere poste davanti all’opera, con altezze graduate per permettere una visuale completa, e di un leggio che ospita le informazioni riguardanti le sue vicende storiche. Il pavimento in legno di rovere dalla tonalità chiara dona calore all’ambiente e produce un contrasto materico che valorizza il bianco del marmo.

Foto Roberto Mascaroni

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