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Felice Tosalli, la matita sapiente dello scultore degli animali


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Noto e apprezzato principalmente per la sua vasta attività scultorea in legno e ceramica, basata prevalentemente su soggetti zoomorfi, Felice Tosalli è meno conosciuto per la sua raffinata produzione grafica.

La mostra presenta una trentina di disegni a matita che ne svelano l’abilità di grande disegnatore: bozzetti e studi preparatori su carta, brevi e accennati schizzi ma anche immagini più accurate e definite in cui entra in gioco il colore attraverso un utilizzo sapiente dell’acquerello.

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La maggior parte dei disegni sono studi preparatori per le sculture ed hanno come soggetto gli animali. In mostra ci sarà anche un lavoro giovanile a carboncino realizzato durante gli anni dell’accademia Albertina, che anticipa nella capacità plastica quelli che saranno i successivi esiti scultorei. A completare questa retrospettiva, tre lavori in legno: il Lama (uno studio non finito), due Leoncini e un Orso; un dipinto di ispirazione mitteleuropea, San Giorgio e il drago, databile intorno al 1910 e la sinopia per l’affresco della Maddalena del 1921. Infine sarà esposta una rara scultura in bronzo, “Saga”, del 1935, felice testimonianza della sua qualità plastica.

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Figlio di un falegname, Felice Tosalli (Torino 1883-1958) inizia a lavorare nella bottega paterna. A vent’anni si trasferisce a Parigi dove apprende la professione di restauratore ligneo. Dopo quattro anni trascorsi in Francia, nel 1907 ritorna a Torino e lavora nello studio Doyen come litografo e illustratore. Negli anni successivi partecipa alle rassegne della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. Nel 1922 partecipa alla Fiorentina Primaverile. Dalla fine degli anni Venti inizia una collaborazione con alcune aziende ceramiste che proporrano una produzione in serie limitate di alcune sue opere scultoree zoomorfe: Lenci fino a metà degli anni trenta e Rosenthal fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

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