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Fellini, i suoi disegni erotici, i suoi viaggi in un inconscio gioioso. Il video

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a fellini sogni

Se fosse possibile definire l’inconscio di Fellini – inteso junghianamente, come rielaborazione personale di un inconscio collettibo – non potremmo esitare ad aggiungere l’aggettivo romagnolo. Che, in sè, pare già molto felliniano e grottesco: inconscio romagnolo, come la piadina. Ma c’è, in questa definizione, tutta l’ironia, tutto il riso con gli scongiuri, tutta la deformazione, in eccesso, della realtà e, al tempo stesso, il desiderio di rimuovere con questo atteggiamento, ogni pensiero oscuro. Fellini oltre ad essere satirico era, infatti, un grandissimo superstizioso.

Osservando i suoi disegni parallelamente agli sviluppi delle deformazioni della realtà o alle epifanie del sovrannaturale, nei suoi film, appare infatti una dimensione onirica che non è angosciante – o molto di rado – ma è molto spesso connaturata da un rapporto fluido tra quotidianità e sogno, con l’apparizione di creature del desiderio, di corpi femminili debordanti, come quelli sognati da un adolescente in un bordello allegro, su un battello delle donne che passa poco più in là di Rimini e che si svela, gioioso e sonoro, al maschio in attesa d’essere divorato. Sogno adolescente legato al mistero della vagina e al desiderio d’essere sua preda, per scomparire ed essere deglutito da essa come una pietanza. Tutto, in Fellini, è potenziato o diminuito affinchè le immagini e i personaggi aderiscano il meno possibile al piano dell’ordinarietà.

L’importante – suggerisce, in sintesi l’autore con i suoi disegni. è di non accontentarsi mai della linea della realtà, ma di scendere nelle profondità o ascendere ad altezze incommensurabili, dove il pensiero assume la leggerezza di una nuvola. Federico Fellini fu un disegnatore professionista e sino al 1948 integrò la sua attività di sceneggiatore con quella di vignettista. Quando riuscì a diventare regista disegnava le scene dei suoi film. Collaborarono agli storyboard dei film, l’artista di matrice surrealista, Roland Topor e il pittore australiano Albert Ceen, uno degli animatori della “dolce vita”.
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