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Rodolfo Fonsati, I sogni del viaggiatore, 2012, terracotta patinata a freddo, 20,5x48x14cm. Opera vincitrice del secondo premio scultura over 25, quinta edizione Premio Nocivelli
Rodolfo Fonsati, I sogni del viaggiatore, 2012, terracotta patinata a freddo, 20,5x48x14cm. Opera vincitrice del secondo premio scultura over 25, quinta edizione Premio Nocivelli

Fonsati, l’equilibrio formale e le voci evocative della scultura

Stile arte intervista Rodolfo Fonsati,  che ha ricevuto il secondo premio, categoria scultura, nella quinta edizione del Premio Nocivelli

Iniziamo con una breve scheda anagrafica, come se leggessimo una carta d’identità. Sotto il profilo della produzione artistica può immediatamente specificare il suo orientamento stilistico ed espressivo?

Sono nato nel 1953 nella provincia di Ferrara, ora in questa città vivo e lavoro. Adolescente ho iniziato a dipingere da autodidatta, passando dal paesaggio alla natura morta iperrealista ma, attorno ai vent’anni, ho cominciato a sentire l’esigenza della “forma”, ho iniziato quindi, avvalendomi dell’insegnamento di sculture ferraresi e faentini, il mio “viaggio” nella scultura che non ho più abbandonato. Mi è congeniale muovermi nel campo del figurativo: sono alla ricerca di una bellezza armonica svelata dall’equilibrio dei volumi scultorei. In questi anni ho lavorato sull’essenzialità, ho eliminato il superfluo cercando di ottenere delle forme pulite che avvolgono in texture ruvide.

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Nell’ambito dell’arte, della filosofia, della politica, del cinema o della letteratura chi e quali opere hanno successivamente inciso, in modo più intenso, sulla sua produzione? Perché?

A parte i debiti iniziali, che inevitabilmente si contraggono nei confronti dei propri maestri, penso di aver guardato al primo Novecento e a quegli artisti, come Medardo Rosso, che sono riusciti ad iniziare o a continuare il rinnovamento di quel linguaggio plastico che ha permesso alle generazioni future la massima libertà di espressione.

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Può analizzare nei temi e nei contenuti l’opera da lei realizzata e presentata al Premio Nocivelli, illustrando le modalità operative che hanno portato alla realizzazione?

Nella scultura “I sogni del viaggiatore” ho cercato di creare un’atmosfera irreale di sospensione e di attesa giocando con la sproporzione dell’ometto addormentato rispetto al suo bagaglio. Ho utilizzato comune argilla che ho cotto a 940 gradi, successivamente ho patinato la terracotta con velature successive di colore acrilico in modo da esaltarne la modellazione.

Indirizzi di contatto

Rodolfo.fonsati@gmail.com

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http://www.premionocivelli.it/home.pag

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