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Francesca Anfosso, un futuro da talent scout d’arte

Francesca Anfosso

Giovane storica dell’arte, Francesca Anfosso ha scommesso sul futuro, in un momento nero per l’economia. E nella sua storia si palesa l’entusiasmo di investire in arte, con la certezza che i giorni oscuri passeranno. Un messaggio positivo, come il suo vigore ottimista. Lo spazio espositivo è splendido. Nel cuore di Roma, a due passi dal Pantheon, nel palazzo Ferrini-Cini, in piazza di Pietra 28, a Roma. Una galleria elegante, sobria, architettonicamente minimalista, che mette in evidenza vestigia romane nelle sottofondazioni. Francesca Anfosso e il suo spazio sono stati scelti dalla direzione del premio Nocivelli per una personale che sarà offerta a una delle due vincitrici dell’agone artistico.

 

Galleria 28 Piazza di Pietra – dice Francesca Anfosso – in dicembre festeggerà il suo primo anno di vita. Nasce dal desiderio di dare un senso e un seguito ai miei studi universitari, dalla mia attenzione per la cultura nelle sue diverse espressioni e dalla volontà di dimostrare che le energie e la determinazione di una giovane donna consentono di entrare,con umiltà e dignità nello stesso tempo, in un mondo di certo non agevolmente accessibile. Recuperando, per la location della galleria, ambienti di particolare valore storico e artistico ho inteso anche dare il mio piccolo (personale) contributo alla tutela del decoro del Centro di Roma sovente leso da iniziative e attività non appropriate al contesto”.

 

 

Quali sono state, sotto il profilo delle tendenze, le sue scelte?

“Durante questo primo anno di attività ho privilegiato progetti di artisti giovani e meno giovani che avessero però in comune un messaggio forte da veicolare attraverso la loro espressione artistica. Personalmente credo molto nel ruolo dell’arte nel processo di crescita ed emancipazione della persona (e nel ruolo della galleria d’arte come mediatore culturale). E’ questo è uno dei criteri a cui ispiro le mie scelte”.

 

Programmi futuri?

“Per quanto riguarda le scelte attuali, prediligo gli artisti che utilizzano diverse forme di espressione artistica e riescono a farle convivere in un progetto senza che questo perda la sua coerenza e la sua forza. Amo molto la fotografia e cercherò di proporla con una certa costanza nel mio programma espositivo, non a caso da dicembre a oggi ho proposto ben tre progetti fotografici, seppur completamente diversi tra loro per ispirazione e contenuti.

L’esperienza mi dirà dove intervenire con piccole o grandi correzioni di tiro. Al momento non ho un nucleo di artisti di elezione, ma la collaborazione con alcuni di quelli che hanno già esposto presso la mia galleria di certo proseguirà.

 

La scelta dei giovani artisti lascia spazio anche alla possibilità, per chi ha un occhio allenato, ad investimenti interessanti, anche sotto il profilo economico…

Gli artisti giovani o poco noti possono rappresentare, se ben selezionati, un’occasione per spuntare più elevati rendimenti dell’investimento fatto. Tutto questo senza però dimenticare che la missione primaria di un’opera d’arte è quella di suscitare le emozioni di chi l’osserva.

L’affidabilità e la qualificazione professionale di tutti i diversi protagonisti del mercato dell’arte (artisti,critici,giornalisti specializzati e galleristi) devono creare le condizioni perché anche in Italia, come nel resto del mondo, venga  a pieno titolo riconosciuta alle opere d’arte la dignità di beni d’investimento, in particolare in momenti di crisi economica come quello attuale.”

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