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Franco Bocchi

1 arrivano le cicogne olio su tela 150x300

1 arrivano le cicogne olio su tela 150×300

 

Un vasto paesaggio, a partire da un campo di girasoli, si dispiega in successivi piani che, attraverso lo sfumato cromatico, passando per canneti, lingue di terra e alberi di un bosco lontano, conducono all’infinito. Infinito che è suggerito da un doppio moto dell’occhio: quello nella profondità del quadro, creato dalla prospettiva cromatica, fino al cielo e quello che viene immediatamente indicato dal magico movimento orizzontale dello stormo, da sinistra a destra nel quadro. Bocchi utilizza con grande abilità il linguaggio iconico. Il girasole, simbolo di gioia e di luce, sin dal Rinascimento, trasmette l’idea di prosperità, attraverso la primarietà luminosa del giallo che era stata ben compresa da Van Gogh; quanto la migrazione di volatili o il loro solenne spostamento in massa, ricorda un altrove mitico. I girasoli, dipinti con un’evidenza pop, piegano il capo dei fiori poichè il nucleo è pesantemente ricco di semi. L’artista ricorda perfettamente la lezione di Matisse sul gioco dei contrappesi e degli opposti, nell’opera d’arte, (leggero-pesante, ruvido-liscio, bagnato-secco ecc) portando sulla tela  i volatili lievissimi che contemperano il peso dei fiori. La finalità dell’artista è quella di richiamare la joie de vivre, in quel valore terapeutico della pittura ampiamente affrontato negli scritti matissiani.

2 La grande riserva, oliosu tela, cm 70x100

 

2 La grande riserva, olio su tela, cm 70×100

Un ‘importante sezione del Corpus bocchiano è caratterizzata, sia in bozzetti che in opere di ampie dimensioni, dall’esplorazione attentissima dei luoghi di intersezione tra la terra e l’acqua, con l’indicazione di due altri elementi, quelli del fuoco – il sole – e dell’aria, che completano la pienezza del cosmo. La quintessenza, come quinto elemento, sotteso, è l’anima dell’uomo e della natura, che si incontrano negli spazi del quadro e conferiscono un intenso sentimento di convergenza sull’opera. Questi ambienti acquatici, in cui tutto tutto ha la ritualità lenta e solenne della Natura sovrana, accolgono l’attenzione di Bocchi sin dagli esordi, con la pittura en plein air, lungo il fiume Oglio, nei paesaggi di foreste e acque, nelle opere di Fontanesi con le quale si confrontava da ragazzo, e nei dipinti della foresta di Fontainebleau, che egli frequentava e dipingeva, confrontandosi con i luoghi del fenomeno pre-impressionista di Barbizon. Il sole che declina lentamente; gli alberi che frusciano, le acque che scorrono senza fretta conferiscono al dipinto una profonda tranquillità, viatico per il percorso notturno.

 

3 Fior di loto con fenicotteri, olio su tela, cm 60x120

3 Fior di loto con fenicotteri, olio su tela, cm 60 x 120

Fino ad oggi è non è stato rilevata, a livello critico, una progressiva rifondazione del linguaggio pop, parzialmente assunta nelle opere di Bocchi, negli ultimi decenni.  Il quadro, cromaticamente e compositivamente equilibratissimo, è ricco di eleganti citazioni,  dalla pittura giapponese dell’Ottocento al paesaggismo italiano e francese. Evidente è il confronto critico con Monet. A diffenza dell’impressionista, che disfaceva fiori e luce, nei paesaggi d’acqua con Ninfee, in direzione dell’astrattismo, Bocchi riprende una struttura cloisonnè. Ogni fiore è conchiuso da un disegno netto, preciso, poichè, per l’artista bresciano, il segno ha la stessa valenza della luce. Questo pannello si affaccia così all’interlocuzione con un  naturalismo Pop, di grande interesse perchè sostituisce ai prodotti warholiani l’evidenza della natura, in una visione europea del mondo. L’operazione del Naturalismo Pop condotta da Bocchi è dimostrata anche dall’accesso alla produzione di serigrafie, tratte dai dipinti più cromaticamente accesi.

4 Primavera in Umbria, olio su tela, cm 70x100

 

4 Primavera in Umbria, olio su tela, cm 70×100

Nulla, quanto un campo di papaveri sommossi dal vento, un campo che ci abbacina, può dare un’emozione visiva così intensa. Il rosso è un colore primario che non si accorda tanto al sole, quanto a tanti frutti meravigliosi, a tante bacche di cui l’uomo si è cibato per millenni. Se normalmente, in natura, il rosso è presente come tonalità irrilevabili da un occhio non esercitato nella lettura dei dipinti, il campo di papaveri ha la forza e la potenza della concentrazione di una vibrazione cromatica rara. Lo spostamento dei gambi e delle foglie, sotto le brezze incostanti della tarda primavera, permettono al pittore di rappresentare un gioioso movimento. La scelta di un tema popolare, il cloisonnisme dei fiori, la scelta di colorazioni accese collocano l’opera nel bocchiano Naturalismo Pop.

 

5 Ponte lungo il fiume Oglio, olio su tela, cm 100x150

 

5 Ponte lungo il fiume Oglio, olio su tela, cm 100×150

I boschi, le acque e gli incanti meno conosciuti del fiume Oglio, nel suo tratto pianeggiante, sono stati, per molto tempo, un naturale luogo di confronto di Bocchi con una pittura che egli traeva, ma rinnovandola, dalla matrice romantica di Fontanesi e dei Barbizoniers. L’artista non entra però nel campo impressionista o neo-impressionista perchè, eccessivamente praticato dalla Pittura dell’Ottocento e del primo Novecento, fino ad un punto estenuante. Sempre deve essere sottolineata, in Bocchi, la dimensione disegnativa che risulta irrinunciabile per dare vigore al narrato figurativo. Foglie, rami sono perfettamente delineati, anche se questa opera,presenta, alla nostra destra, una sorta di fremito luminoso pointilliste. Lusso, calma, voluttà. In direzione di una pittura terapeutica, in grado di comunicare un grande senso di pace gioiosa al fruitore.

 

6 Ginestre a Gubbio,oliosu tela, cm 70x70

 

6 Ginestre a Gubbio,oliosu tela, cm 70×70

La scelta di un formato quadrato, klimtiano, risulta perfettamente connaturato allo sviluppo di questo quadro, che diviene una stoffa preziosa, nella texture, con diversi richiami all’oro. La compressione dei lati montanti si rivela utilissima a concentrare, fino quasi all’esplosione, le ginestre e la lavanda che si uniscono in primo piano, con un richiamo al magico blu-giallo vangoghiano. La via di fuga è collocata al centro della tela, disegnata dalla morbida discesa di minuscola colline, verso il letto di un antico fiume. Opera di grande eleganza cromatica, presenta contrappesi cromatici, pittorici e disegnativi, perfetti, quanto lontani eppur presenti rintocchi di citazioni della tradizione europea di paesaggio.

7 Lavandain Provenza, olio su tela, particolare, cm 20x55

7 Lavanda in Provenza, olio su tela, particolare, cm 20 x 55

 

L’artista viene qui incantato dagli aspetti compositivi e cromatici, che tendono a spostare progressivamente, il suo sguardo dal paesaggio puro di derivazione ottocentesca, alla sua struttura profonda, che diviene tessitura. Mentre egli sembra citare, in lontananza le fotografie di Franco Fontana, agisce con il blu-giallo Van Gogh, percependone la pittura direzionale, ma trasformandola in un movimento flessuoso. I cespi di lavanda divengono ventagli, mossi dal vento, come nella platea di un teatro. I papaveri non sono disposti in una visione paesaggistica, quanto in una sintesi pittorica, con il loro ricamo acceso. Un punto di luce sui ventagli. I colori intensi dei primi e dei secondi piani si perdono poi, nella rarefazione dell’atmosfera cromatica, nel cielo e tra gli alberi, all’orizzonte.

 

8 Bosco del Paradiso, olio su tela, cm.30 x 50

 

8 Bosco del Paradiso, olio su tela, cm.30 x 50

Nell’ambito di una pittura ricca di suggestioni territoriali, in quinte che appartengono al realismo,  l’artista scopre un angolo incantato di natura. E, all’ombra di grandi alberi, pone il proprio cavelletto. Il bosco del paradiso, diviso da un dissestato tratturo, è costellato di minuscoli fiori, che crescono meravigliosamente tra l’erba fresca e vigorosa. Il momento semplice di contemplazione del dato naturale viene qui costruito dall’artista secondo un criterio di scenografia teatrale, nella scelta del punto di rilevamento dell’idillio. La succosa freschezza del prato e delle frasche, che sono densamente ombrosi, si apre, come su un palcoscenico, alla luce intensa del fondale, in una notevole architettura scenografica.

 

9 La bella estate, olio su tela, cm. 50 x 70

9-La-bella-estate-olio-su-tela-cm.-50-x-70.png

 

Dipinto di congiunzione tra il plein air e una rimeditazione dei dati naturali, in una nuova chiave di sottilineatura cromatica e formale, l’opera richiama alla dolce calura della prima estate. Un campo di grano riesce a comunicarci un profondo fruscio. E l’opposizione cromatica tra il rosso e il giallo oro, diviene, accortamente, evocazione del contrasto tra il ruvido-spinoso-secco delle spighe e il morbido-glabro-succoso dei petali dei papaveri. Come in uno dei quattro dipinti delle stagioni, appartenenti alla cultura figurativa europea, l’artista, pur in un linguaggio rinnovato, rispetta e incrementa gli indizi stagionali, volti al coinvolgimento vibratile di tutti i sensi.

11 Grande oliveto con papaveri, olio su tela, cm. 50 x 70

 

11 Grande oliveto con papaveri, olio su tela, cm. 50 x 70

In questo brano pittorico, il pittore affronta la sfida notevole posta dal colore cangiante del verde degli alberi- quegli “Ulivi che fan di santità pallidi i clivi”, come scriveva D’Annunzio – per ricostruire l’ambiente, in accordo con il prato sottostante e con il rosso dei papaveri. Bocchi sceglie la via della pittura tonale. La chiostra rada dei gli olivi proietta i suoi riflessi sull’ambiente circostante. Risulta interessante notare che se osserviamo separatamente la parte superiore del dipinto, rileviamo un’intensa quanto interessante citazione del Chiarismo lombardo.

 

12 Grande viale di platani, olio su tela, cm 50 x 70

 

12 Grande viale di platani, olio su tela, cm 50 x 70

In continità con splendide tavolette, dipinte sur le motif, nelle campagne e nei boschi del mondo – assecondando la propria natura di grande viaggiatore – qui l’artista ci offre un paesaggio di poesia realistica, ambientato in una campagna domestica. Vecchi platani evocano una terra ricca d’acqua, quanto le frasche freschissime che si affacciano su un sentiero tripartito, ma appena segnato, nuovamente invaso dall’erba e da piccole margherite. La tela è quasi esclusivamente giocata sulle infinite tonalità del verde, in un gioioso virtuosismo tonale, che comunica allo spettatore un senso di ristoro, di pace e di equilibrio profondo dell’anima.

 

13 Tramonto lungo l'Oglio, olio su tela, cm 40 x 50

13 Tramonto lungo l’Oglio, olio su tela, cm 40 x 50

Una citazione al grande Daubigny e ai Barbizonier, a caccia di immagini tra laghi, paludi e boschi – per cogliere non tanto la verità naturale, quanto il grande respiro della natura, nell’assoluto silenzio – muove l’artista a riflettere su un paesaggio fluviale, nel viraggio dei colori dell’acqua e del cielo, al momento del tramonto. I valori tonali mutano immensamente e i colori delle acque si accendono.Tutto è un fulgore unico e diffuso, nella sovrapposizione vibrante e mutante tra il rosso e il giallo, che si uniscono formando infinite tonalità d’arancione le quali, a loro volta, s’imbevono dei riflessi verdi bruni degli alberi. Un’opera che mostra motivo, contrappunto, piani e forti, acuti e colori contemperati e soffusi, in direzione di una preziosa evocazione aurea.

 

 

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