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Albrecht Dürer – Maestro a tredici anni. Quotazioni: quanto valgono le sue incisioni

di Federico Bernardelli Curuz

Il talento è cosa per pochi. E’ quella particolarità che eleva il pittore in maestro, che dona aurea divina al proprio lavoro, è l’abilità incontrastata nel suscitare emozioni e nel coinvolgere l’osservatore. E’ sicuramente il caso di Albrecht Dürer. Nato a Norimberga nel 1471, figlio dell’orafo di origine ungherese Albrecht, detto il Vecchio, è il terzo di tredici figli. Al termine degli studi scolastici il giovane Albrecht lavora nella bottega del padre, dove apprende le diverse tecniche di incisione dei metalli. Dopo poco nasce in lui la consapevolezza di essere destinato al disegno e alla pittura. Influenzato anche dal padre, appassionato dall’arte fiamminga, ed in particolare di due autori di grande abilità, quali Roger van der Weiden e il suo contemporaneo Jan van Eyck, decide di entrare a far parte, come tirocinante, dell’atelier di Michel Wolgemut, pittore ed illustratore di libri, a poca distanza da casa.

Qui il promettente Dürer apprende le tecniche della pittura ed affina il proprio talento, già espresso nell’autoritratto del 1484, quando – come afferma l’artista stesso con un appunto sul retro del foglio – “ero ancora bambino”. A soli tredici anni infatti realizza questo disegno in punta d’argento, una tecnica particolarmente impegnativa in quanto non consente sbavature e ripensamenti.

Albrecht Dürer, Autoritratto all'età di 13 anni, punta d'argento su carta, 27,5 × 19,6 cm

Albrecht Dürer, Autoritratto all’età di 13 anni, punta d’argento su carta, 27,5 × 19,6 cm

Trae ispirazione dalla scuola fiamminga – solita a rappresentare il soggetto di tre quarti -, che si fonde con l’estro del giovane Albrecht, il quale dona all’opera – oltre ad una spiccata abilità rappresentativa – un’interpretazione psicologica, riscontrabile nella mimica facciale e nell’intensa espressione degli occhi. La posa del soggetto si ripete poi in altri disegni, come il ritratto del padre, anch’esso voltato verso sinistra e con il braccio destro semiflesso, con l’unica differenza che, nell’autoritratto, l’indice della mano sembra voler indicare qualcosa al di fuori del campo visivo dell’osservatore, mentre qui impugna una statuetta. Un’attenzione alla realtà contrassegnata da un fine reticolo disegnativo. In questo lasso di tempo Albrecht perfeziona la tecnica anche grazie all’intenso lavoro richiesto dall’atelier del Wolgemut, in netta espansione, dovuta alla contemporanea evoluzione della città di Norimberga, che stava diventando il crocevia delle principali strade commerciali, consentendo un notevole sviluppo economico e culturale. Terminato l’apprendistato presso la bottega, “partii dopo la Pasqua del 1490 e tornai a casa nel 1494, dopo la Pentecoste”, seguendo il consiglio del padre, che lo aveva invitato ad ampliare gli orizzonti formativi. Durante questi anni si sposta lungo le città renane, passando per Colmar, Basilea e Strasburgo, entrando poi in contatto con l’arte italiana prima del ritorno a casa. Risale a poco prima della partenza per tale viaggio il dipinto Ritratto del padre. Lo stampo è, come già detto, affine ai disegni adolescenziali. La potenza della rappresentazione sopperisce ad alcune leggere sbavature dovute ad una tecnica ancora acerba, tra le quali un approssimativo uso della prospettiva nella rappresentazione della mano destra, più tozza ed innaturale rispetto alla sinistra. La chiave di volta dell’opera è sicuramente, qui come in tutti i successivi ritratti düreriani, lo sguardo di estrema espressività, che “buca” la tavola. Pochi diciannovenni sarebbero in grado di imitare il realismo dei tratti del viso e la minuzia nello studio della chioma ribelle che esce disordinata dalla cuffia e che, screziata dal riflesso della luce e da alcuni capelli bianchi, crea un gioco di contrasti davvero strepitoso. GRATIS LE QUOTAZIONI DELLE INCISIONI DI Albrecht Dürer. CLICCA SULLA RIGA QUI SOTTO http://www.christies.com/LotFinder/searchresults.aspx?action=search&searchtype=p&searchFrom=auctionresults&entry=Albrecht%20D%C3%BCrer

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