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Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico di quattro stampe b/n ai Sali d’argento in parte colorate successivamente, 1986
Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico di quattro stampe b/n ai Sali d’argento in parte colorate successivamente, 1986

Gianfranco Chiavacci, ricerca continua e fotografia totale


A Pistoia, fino al 9 febbraio 2014, una mostra dal titolo Fotografia totale approfondirà l’opera di Gianfranco Chiavacci (Pistoia, 1936-2011) un maestro della sperimentazione, un ricercatore sfrenato che per cinquant’anni ha lavorato sui codici iconografici e sui temi concettuali dietro l’approccio scientifico, concentrando i maggiori sforzi tra fotografia e pittura.

 Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni sul piano, stampa vintage cibachrome, 1973


Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni sul piano, stampa vintage cibachrome, 1973

L’antologica, curata da Valerio Dehò con il patrocinio del Comune di Pistoia e della Regione Toscana, presenta in Palazzo Fabroni (via di S. Andrea 18) un percorso che raccoglie 155 tra vintage fotografici in bianco e nero e a colori, opere d’arte concettuali e optical, e “sculture fotografiche”, dove verrà evidenziata l’originalità del pensiero di Chiavacci che trae origine dalla sua originaria vocazione astratta e dal suo concetto binario della forma e dello spazio.

Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico dall’opera GF360, 1978

Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico dall’opera GF360, 1978

Quando negli anni Settanta Gianfranco Chiavacci si accosta alla sperimentazione attorno alla tecnologia, con un uso non convenzionale della macchina fotografica, riflette una sensibilità condivisa da un grande settore del mondo dell’arte internazionale. La sua attenzione al sistema numerico binario, che l’artista esercita in successive declinazioni, e con diversi medium, a partire dal decennio precedente, esprime il bisogno di sintetizzare un rapporto inevitabile con la “macchina”, tanto nella struttura fisica quanto negli apparati teorici.
Chiavacci elabora in modo autonomo questa tensione (in parte anche autobiografica, legata com’è alla sua professione di programmatore che lo poneva quotidianamente a contatto con l’elettronica) tra l’artista e la presenza ineludibile della tecnologia.

 

Gianfranco Chiavacci, Cartone telato - "Moduli per una grande famiglia". Sul "la combinatoria e la Grande famiglia", 1979

Gianfranco Chiavacci, Cartone telato – “Moduli per una grande famiglia”. Sul “la combinatoria e la Grande famiglia”, 1979

Come ricorda il curatore Valerio Dehò nel suo testo in catalogo: “La fotografia di Chiavacci vuole essere totale non piatta e banale, ma rivela da un lato tutta la sua fisicità di chimica e fisica che interagiscono con la luce dal bianco del non esposto al nero del completamente esposto. Inoltre può anche diventare astratta, in quanto non più legata all’emotività, al ricordo, al fermare le sensazioni fuggenti, uscendo così dal naturale scandendo “un percorso per ritrovare l’artificiale creazione ed espansione dell’esperienza fisica.”

Gianfranco Chiavacci, Serie di tre fotografie incorniciate facenti parte del lavoro intitolato "Produzione - Riproduzione - Produzione", 1979

Gianfranco Chiavacci, Serie di tre fotografie incorniciate facenti parte del lavoro intitolato “Produzione – Riproduzione – Produzione”, 1979

L’opera, ogni opera d’arte, si afferma come deviazione rispetto a un sistema di regole. Ed è esattamente quanto avviene nelle fotografie di Chiavacci, nel momento in cui la luminosità, il colore, gli effetti del movimento vengono resi secondo una possibilità compresa dallo strumento (questo è il metodo) ma non prevista dalle sue regole (ed ecco il linguaggio).

Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico, cinque stampe ai sali d’argento su cartoncino, 1978

Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico, cinque stampe ai sali d’argento su cartoncino, 1978

Gli oggetti astratti che compaiono nelle stampe fotografiche contengono un carattere bidimensionale che va oltre la loro natura fisica. Siamo negli anni Settanta e Chiavacci intravede nella semplice azione di fotoimpressione della pellicola futuri accessi alla tridimensionalità digitale. Così, la ricerca quasi cinquantennale di Chiavacci intorno alla “grammatica binaria” (un percorso articolato, ricchissimo di variazioni e deroghe da se stesso) diventa più chiara e più efficace visivamente proprio nella fase in cui si discosta dalla rappresentazione in codice.

Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni nello spazio, stampa vintage cibachrome, 1973

Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni nello spazio, stampa vintage cibachrome, 1973

Parlando di se stesso, Chiavacci ricordava come “mi venne spontaneo pensare a un lavoro nel quale fosse possibile ottenere il massimo delle modificazioni con una grammatica o sintassi rigide, precalcolate, e quindi di creare, al posto del bit elettronico, il bit spaziale”.
“Fotografia totale” fornisce una sintesi di una ricerca durata cinquanta anni e testimonia di un rigore, affatto formale, che sorprende al pari della sua straordinaria capacità di sperimentare soluzioni e percorsi nuovi, usando numerosi materiali e altrettante tecniche espressive.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Damiani.

Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni nello spazio, stampa vintage ai sali d’argento, 1971

Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni nello spazio, stampa vintage ai sali d’argento, 1971

GIANFRANCO CHIAVACCI
Fotografia totale
8 dicembre 2013 – 9 febbraio 2014
Pistoia, Palazzo Fabroni – Arti visive contemporanee (via Sant’Andrea 18)

Orari: dal giovedì alla domenica, il 23, 24, 31 dicembre e il 6 gennaio, ore 10.00/13.00 – 15.00/18.00.
25 dicembre e 1° gennaio 2014: 16.00/19.00.
23 gennaio 2014: apertura prolungata fino alle ore 24.00
Biglietti: intero € 3.50; ridotto € 2.00

Catalogo Damiani

INFO
tel. 0573 371817
fax 0573 371382
fabroni.artivisive@comune.pistoia.it
www.comune.pistoia.it/musei

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