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GIORGIO DE CHIRICO Gioco e gioia della neometafisica. La mostra dal 20 dicembre


GIORGIO DE CHIRICO
Gioco e gioia della neometafisica

a cura di Lorenzo Canova
Fondazione Molise Cultura – Palazzo Ex GIL, via Gorizia, Campobasso
20 dicembre 2014 – 6 aprile 2015

Orario: dal martedì alla domenica ore 10-13 / 17-20 – Lunedì chiuso
Costo biglietto: € 10 – ridotto € 5
Info: dechiricocampobasso@gmail.com- Tel + 39 0874 314807

La Fondazione Molise Cultura, diretta da Sandro Arco, apre sabato 20 dicembre 2014 a Palazzo Ex GIL di Campobasso, una grande mostra dedicata a Giorgio de Chirico, uno dei protagonisti internazionali tra i più fecondi e poliedrici dell’arte del Novecento. Gioco e Gioia della Neometafisica è organizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma ed è curata da Lorenzo Canova, professore di storia dell’arte contemporanea dell’Università del Molise e componente del board della Fondazione de Chirico.

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L’esposizione con settanta opere tra dipinti, disegni e grafiche, provenienti dalla collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, è sicuramente la più completa mai realizzate in Italia sulla Neometafisica dell’artista. Questa significativa fase finale dell’opera di de Chirico, a partire dalla prima fondamentale mostra di San Marino del 1995, ha ottenuto grandi riconoscimenti in tutto il mondo, come dimostrano le mostre recentemente organizzate da grandi musei a Parigi, San Paolo del Brasile, Francoforte, Atene, Tokio e New York. Vuole essere dunque un momento di riflessione sugli ultimi dieci anni di lavoro di de Chirico e sulla sua Neometafisica, in cui il grande pittore riscopre una felicissima vena creativa rielaborando e trasformando tutto l’immenso bagaglio iconografico del suo folgorante primo periodo metafisico e degli anni successivi. Una nuova ricerca immaginativa caratterizzata da una pittura libera da ogni condizionamento, un’altissima stagione finale di splendida qualità in cui il suo mondo viene smontato e rimontato in una visione di intensa lucentezza interiore che si riflette sulla superficie pittorica. Le opere neometafisiche sono frutto di una percezione ludica, ironica e lucidissima, in cui l’artista gioca con il proprio mondo di immagini e scoperte, individuando nuovi confini all’insegna di quella cifra filosofica e culturale che ha sempre segnato il suo percorso, passando da Nietzsche alla tragedia greca, da Eraclito alla mitologia con una leggerezza compositiva che, nella sua dissimulata complessità, nasconde tuttavia un universo ancora ricco di segreti da indagare.

Come ha scritto Maurizio Calvesi, massimo studioso vivente dell’artista, nel suo basilare saggio sulla Neometafisica di de Chirico, finalmente ripubblicato nel catalogo di questa mostra: “I suoi personaggi, i suoi manichini, i suoi oggetti, le sue architetture sono in realtà divenuti giocattoli e il senso del gioco – che pure era già segretamente latente in qualche angolo della prima Metafisica – trionfa ora come una chiave creativa del tutto nuova, vitalizzata da un’assoluta coscienza di libertà e di dominio sul proprio mondo poetico e persino psichico; da cui non è più sopraffatto, ma di cui diviene il disincantato regista; o se si vuole il burattinaio di una recita di sorprese; il prestidigitatore di segreti ben conosciuti.”

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Così, seguendo la sua idea di prospettiva ribaltata e di tempo circolare nel segno dell’Eterno Ritorno di Nietzsche, de Chirico riscopre i suoi manichini, i suoi archeologi, le sue piazze e i suoi assemblaggi incongrui in un nuovo vortice di idee che anticipa la dimensione “concettuale” della pittura delle più giovani generazioni che hanno trovato in de Chirico un fondamentale punto di riferimento.

 Gioco e Gioia della Neometafisica rappresenta un’occasione per approfondire e apprezzare e conoscere meglio l’opera di un Giorgio de Chirico capace di essere grandissimo fino all’estremo limite della sua vita.

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De Chirico ha notoriamente legato buona parte della sua opera a un immaginario molto vicino al paesaggio e al contesto storico molisano, tra antichità e modernità, dall’archeologia, ad esempio, dei siti di Pietrabbondante, Venafro, Larino e di Altilia, che dialogano con gli archeologi, i gladiatori e le rovine dipinte dal maestro, fino alla modernità della EX GIL, capolavoro di quel razionalismo architettonico italiano degli anni Trenta che proprio in de Chirico trovò una fondamentale fonte di ispirazione, in quella “Metafisica costruita” che si diffuse nelle architetture dell’epoca e che riecheggia anche negli spazi solenni dell’edificio di Campobasso progettato da Domenico Filippone.

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