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Giulio Cesare Procaccini – Gratis quotazioni ed esiti d’asta del maestro e della cerchia

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Pro

Giulio Cesare Procaccini (1574-1625) di origine bolognese è figlio d’arte perché il padre Ercole è un noto pittore e lo sono anche il fratello Camillo e Carlo Antonio. Dopo aver realizzato alcune opere nella sua città natale, si trasferisce a Milano, luogo in cui trascorrerà tutta la sua vita. I primi documenti lo registrano come scultore per la Fabbrica del Duomo meneghino. Ma ben presto gli vengono allogate commissioni pittoriche di ampio respiro in Santa Maria presso San Celso.

Nel 1610 gli viene affidato uno dei quadroni dedicati ai Miracoli di San Carlo Borromeo, Fatti della vita del Beato Carlo Borromeo, in cui nella sua pennellata impregnata dalla calda cromia bolognese e da i soffici toni di Correggio e Parmigianino, si unisce la forza e la veemenza rubensiana. Nel 1619 con il fratello Camillo lavora presso i Savoia a Torino, soggiorna a Genova e il suo modus pingendi fu da esempio e modello per molti artisti successivi.

Nell’ultimo periodo della sua vita la sua pittura perde  in parte quell’eleganza  raffinata che l’aveva contraddistinto per piegarsi verso un più misurato manierismo. Insieme a Giovan Battista Crespi detto il Cerano (1573-1632) e a Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (1573-1626) firma la famosa tavola raffigurante il Martirio delle Sante Rufina e Seconda conosciuto maggiormente come Quadro a tre mani, attualmente conservato alla Pinacoteca di Brera di Milano. Una languida malinconia vena una tra le sue più affascinanti creazioni l’Autoritratto del 1624 in cui il pittore sceglie di raffigurarsi molto più anziano. Muore a Milano l’anno successivo, nel 1625.

 

http://www.youtube.com/watch?v=YTYIOzdeg3M

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