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Giuseppe Abbati: storia, quadri e quotazioni del Macchiaiolo morto a 32 anni per idrofobia

ABBATI


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Giuseppe Abbati (Napoli 1836 – Firenze 1868), fa parte della falange dei pittori Macchaoli, anche se il suo nome risulta meno noto di quello degli altri compagni di avventura, a causa della morte preamatura, che lo colpì a trentadue anni. Prima di aderire alla pittura sperimentale – per soggetto: umili scene quotidiane, colte sulla linea del presente; e della tecnica: la costruzione del quadro per aree geometrizzanti di materia colorata che entrano in contrasto con le zone d’ombra, senza la necessità di sfumare – fu chiamato a realizzare,- e svolse il compito con abilità – dipinti che avevano come soggetto gli interni di case, palazzi e chiese. Figlio di un pittore, si formò all’accademia di Venezia e nel 1860 si arruolò con Garibaldi.

Nel 1861 giunse a Firenze. Frequento’ il caffe’ Michelangiolo stringendo amicizia con Lega, Borrani, Sernesi; con i quali formo’ la “Scuola di Piagentina”. Grande amico del critico e del mecenate Diego Martelli, che tanta parte ebbe nel sostegno del gruppo, anche sotto il profilo dell’individuazione della poetica, soggiorno’ spesso nella tenuta di Castiglioncello, dove per un certo periodo dipinse accanto a Fattori. Come si diceva, la sua fine fu prematura e terribile. Aveva 32 anni quando le conseguenze del morso di uno dei suoi due mastini napoletani, che era stato colpito dalla rabbia, lo portarono in breve tempo all’idrofobia e alla morte. Le tavolette intense del giovane pittore sono piuttosto rare e hanno una circolazione limitata sul mercato.
NEL FILMATO UN VIAGGIO TRA LE OPERE DI Giuseppe Abbati

 

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