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Hamilton: le fotografie del pudico candore, omaggio a Degas e agli Impressionisti


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David Hamilton nasce a Londra il 15 aprile 1933, interrompe il corso dei suoi studi con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, trasferendosi nella campagna del Dorset, i cui paesaggi influenzeranno in modo decisivo molte delle sue scelte artistiche. A conclusione della guerra porta a termine il suo iter scolastico e si trasferisce ventenne nella sfavillante e internazionale Parigi. Ed è proprio nella capitale francese, che si avvia la sua carriera, collaborando inizialmente come graphic-designer alla rivista Elle. Ritorna a Londra assumendo l’incarico di direttore artistico del Queen Magazine.

Ma il suo amore per Parigi lo riporta velocemente sulle rive della Senna accettando l’incarico, sempre come direttore artistico, del Printemps. Inizia a pubblicare le sue fotografie sul Rèaitès e collabora con le note case di moda come Chanel e Nina Ricci.

Nel 1971 pubblica il suo primo libro “I sogni di giovane fanciulla”. Nel 1977 espone le sue opere all’Images Gallery a New York. Si sposa con Mona Kristensen, che è la modella nei suoi primi album fotografici, tra cui il noto Bilitis. Successivamente si separa per unirsi in matrimonio con Geltrude Hamilton, che con lui progetta il libro “L’Età dell’Innocenza” del 1995. Le sue opere fotografiche sono esposte esposte in molte mostre monografiche a Londra, Amburgo, Milano e Parigi. Dopo alcune polemiche riguardo alle sue scelte artistiche ritenute da mettere “all’indice”, che ebbero origine nel Regno Unito, ottenne le scuse ufficiali.

Dal 2005 riabilitato moralmente dalla sua stessa patria sulle cui colonne dei giornali si era avviata la diffamazione, ha ripreso la sua popolarità e a lavorare, dedicandosi sia alla fotografia che alla scrittura . Attualmente vive a St. Tropez in una villa ottocentesca.

 

Hamilton si lega fortemente a una rielaborazione dei modelli impressionisti, filtrati attraverso una dimensione proustiana del ricordo. Le maggiori citazioni sono in direzione di Degas, con le ballerine e gli interni ombrosi delle stanze. Da Degas desume e potenzia la sfocatura dei margini di ogni figura a favore di una visione velata, in cui la luce deborda. Nonostante gli attacchi di cui è stato oggetto, Hailton interpreta realmente un’età senza malizia in cui l’essere femminile è in uno stato di divino candore e di distacco dal mondo.

 




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