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Icone pop. 1962. Marilyn prova il bikini. Perchè tanta timidezza? Le ragioni, il video

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La prova del bikini, nel 1962, quando furono scattate le immagini del filmato, era circondata da un certo imbarazzo. Il costume molto succinto, sostituiva, nelle giovani temerarie, il costume intero, aumentando l’esposizione e differenziando di poco la mise della donna, rispetto a quella della biancheria intima. Anche oggi una signora rifiuterebbe di scendere in spiaggia con l’intimo, ma indossa tranquillamente il bikini perchè è rafforzato e perchè diviene una convenzione pensarlo distante dalla “lingerie”. Immaginiamoci il salto nel vuoto, a livello di pudore, quando i bikini furono indossati per le prive volte e pareva che le donne scendessero in spiaggia direttamente con slip e reggipetto – a quell’epoca veniva chiamato così -. Qui Marilyn mostra un’espressione che rende conto del piacevole oltraggio che l’attrice stessa compie contro il proprio pudore.
Utilizzato dalle ragazze dell’antica Roma per manifestazioni sportive, il bikini risorse nel Novecento grazie al sarto Louis Réard, che lo disegnò nel 1946, a guerra finita. Ma qualcosa di atomico e di esplosivo restò nel nome: Bikini. Bikini è un atollo sul quale si svolgevano esperimenti nucleari. Nessun modella, però, accettò di posare inizialmente con il vecchio-nuovo costume; il sarto fu così costretto ad ingaggiare una spogliarellista.
Il grande sospetto Il due-pezzi fu sdoganato, a suon di film e canzoni. Nel 1958 da Brigitte Bardot nel film “E Dio creò la donna”, nel 1960 dalla canzone di Brian Hyland “Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini”. Ma le donne poterono indossarlo con una certa libertà solo a partire dal 1963, quando la moda fu infine accettata anche grazie alla diffusione e al successo di il film Beach Party. Immaginiamo allora i brividi per questo film Luce, poco più sotto

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