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Iconografia Anni ’50 e ’60, tedesche e svedesi. Perché gli italiani amavano le nordiche? Il video

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Bionde e biondine, di provenienza nordica – a quei tempi si parlava, più riduttivamente di tedesche e di svedesi – costituirono un mito nell’ambito dell’immaginario erotico maschile italiano. E non solo. Perchè? Non è difficile immaginarlo. Le giovani del Nord Europa avevano iniziato progressivamente la propria liberazione sessuale e non erano gravate, come le italiane, da un’etica sessuale molto invadente e limitativa. Di fatto, la Chiesa si era trovata, in Italia, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ad essere un elemento di riferimento assoluto, sotto ogni profilo, anche politico.

Ciò comportava il fatto che gli infortuni della virtù, da parte delle ragazze, diventassero non solo una questione familiare, ma incidessero pesantemente sulla credibilità delle stesse nell’ambito sociale. Per questo l’etica sessuale individuale, rispetto al mondo femminile, era piuttosto rigida. Una brava ragazza, a causa del contatto sessuale con un uomo, non solo rischiava di rimanere incinta, ma veniva macchiata, nel caso in cui la promiscuità con il maschio, fosse risaputa, un elemento di censura sociale, con la possibilità che la ragazza stessa potesse essere esclusa dalla competizione matrimoniale

Con la conseguente riduzione dei contatti sessuali prematrimoniali o dei rapporti completi. La scoperta di ragazze più facili da abbordare, molto sensibili al fascino latino e alla passionalità che nasceva, tra noi, anche dalla compressione della libido, la diversità del tipo umano – molto spesso bionde o biondine con gli occhi chiari – provocò un fenomeno di grande interesse antropologico, con una forte attrazione tra donne del nord e maschi mediterranei. Come vedremo nel filmato di di nudo, scatte in quegli anni, le nordiche erano sempre molto sportive – ecco mentre giocano, senza abiti, a golf, a tiro con l’arco, a pallavolo ecc- o se ne stanno al mare o sui motoscafi, prive del costume da bagno.
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Da segnalare un interessante fatto di costume. In quegli anni, cogliendo la necessità delle italiane di entrare in competizione con le ragazze svedesi e tedesche,la moda diffuse la decolorazione dei capelli. Erano gli anni in cui, in virtù delle “ossigenazioni”, il cinema distingueva l’atteggiamento più easy delle bionde e la natura sessualmente più affidabile, ma limitata e castigata, delle more. A sottolineare questi aspetti, molto sentiti dalla società occidentale dell’epoca uscì il film Gli uomini preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes), opera del 1953 diretta da Howard Hawk, un musical spumeggiante interpretato da Marilyn Monroe e Jane Russell, tratto dall’omonimo romanzo e del successivo adattamento teatrale. Tre anni dopo, per recuperare un altro mercato, uscì il film Gli uomini sposano le brune. Entrambi le opere cinematografiche registrano il significato di indicatori sociali ed etici, connessi con la diversa colorazione dei capelli delle signore.


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