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Iconologia cattolica. Il ragno nella Chiesa


Fragilità Riprendendo il pensiero di Giobbe, la tela del ragno è assimilata alla fragilità, alla fiducia del peccatore e diviene pertanto una vanitas. Le ricchezze accumulate in questo esile sacco sono destinate ad essere disperse da un soffio di vento.

Inganno Secondo il profeta Isaia, la tela del ragno rappresenta, nonostante sia mirabilmente tessuta, un inganno: “I peccatori non possono usarla come abito perché non copre la loro nudità”. Questo non è certamente l’abito di Cristo, argomenta monsignor De La Bouillerie nel libro Il simbolismo della natura.

Solidarietà Come una mosca, prigioniera di una ragnatela, sollecita l’intervento generoso dei buoni che si avvicinano per liberarla, così il Buon pastore libera dal pericolo il proprio gregge.

Misera fine Secondo Davide, il peccato di farsi coinvolgere da cose superflue lascia l’uomo nelle stesse condizioni della mosca finita nella tela degli aracnidi. Il peccato secca l’anima come un piccolo insetto, che solo Cristo può corroborare e chiamare e nuova vita.

Devozione I positivi connotati del ragno sono letti dalla Chiesa cattolica del passato quando l’aracnide tesse in un punto isolato di un edificio di culto. Nello stesso modo in cui il ragno tessitore produce fili, così il buon cristiano, secondo De La Bouillerie, deve costruire una tela formata da sentimenti e pensieri per raggiungere, nel silenzio della meditazione, il Signore.

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