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Il bacio nella pittura – L’apoteosi raggiunta nell’Ottocento romantico


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G. PREVIATI, Il bacio, 1889-1890 ca., tempera su cartoncino, cm 63,5 x 44, Milano, collezione privata

G. PREVIATI, Il bacio, 1889-1890 ca., tempera su cartoncino, cm 63,5 x 44, Milano, collezione privata

“Le due figure seguono le due bocche che si inchiodano e si spremono nel bacio irresistibile. La donna grava sulle proprie labbra per renderle più aderenti e pesanti su quelle dell’uomo. Questo inginocchiato davanti a lei, si estolle verso quelle labbra, sul petto sollevato, per respirare tutto l’alito, e rovescia il corpo indietro appoggiandolo sulle spalle per resistere all’aggressione della bocca amata, per opporle un’equale violenza, E ambedue si stringono contro il cuore tiepido viluppo delle loro mani intrecciate. I due corpi formano una cosa sola, vibrante, confusa nel mistero dell’ombra. Il profilo del loro spasimo e della loro delizia si delinea nitidamente contro il chiaro romantico della luna che colma i dischi della vetrata e illumina sotto l’ombra voluttuosa delle palpebre chiuse il pallore delle gote trascolorite; il gesto delle due figure è improvviso e infinito”.

No, non si tratta del brano di un romanzo erotico, con queste frasi, quasi cent’anni fa, Nino Barbantini descriveva, nella sua celebre e tuttora insuperata monografia su Gaetano Previati, Il bacio, un quadro eseguito dall’artista ferrarese attorno al 1890. Un’opera sorprendente, che interpretava con grande sensualità la vicenda di Giulietta e Romeo: un’opera purtroppo di cui si sono perdute le tracce. Ne esiste tuttavia, una versione “minore”, una tempera su cartoncino, che fu esposta – come gli altri dipinti che presentiamo – nella mostra “Baci Rubati e amorose passioni”, a cura di Michela Tocci e Lorenza Tonani che si tenne a Castel del Monte di Adria.


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