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Il cortometraggio Friuli, tante ninfe nella vigna celebrate dalla regista Iris Brosch. Il video


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La regista Iris Brosch

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Prodotto per il mercato russo e del Paesi dell’Est, il cortometraggio Friuli, che sostiene l’immagine del vino di quella regione, nell’ampio mercato dell’ex Unione sovietica, è un gioco di rievocazioni di immagini attraverso le quali è possibile percepire, come, in sintesi pastorale, è visto il nostro Paese, da una filmaker tedesca-americana-francese, che racconta una scena bacchica per il consumatore russo. Le sintesi compiute si rifanno da un lato alla pittura rinascimentale e, dall’altro, alle immagini delle fotografie di nudo ottocentesche di tema bacchico. Il film ha sollevato le solite, inutili, sterili polemiche da parte di noi italiani, sempre aggressivi e negativi. L’opera ci riguarda, ma ci prescinde, al tempo stesso, poichè descrive un luogo immaginario, dominato da creature eteree, che sono modelle straniere.

Artista, fotografa e regista, Iris Brosch, l’autrice del cortometraggio Friuli,  vive tra New York e Parigi,  ed è conosciuta a livello internazionale per il lavoro compiuto a favore della valorizzazione dell’immagine della donna nella fotografia, non rifiutando quella sensualità che certo pensiero femminista ritiene un carattere da eliminare. Il suo stile fotografico è stato descritto come quello di “Miuccia Prada che incontra Leonardo da Vinci”.  Dal 2005 Brosch ha presentato i suoi lavori video e le performance più volte alla Biennale di Venezia.



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