Home / arte curiosità / Il labirinto nell’arte – Il significato nei quadri e sugli abiti del Cinquecento
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Il labirinto nell’arte – Il significato nei quadri e sugli abiti del Cinquecento

PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, ALL’INIZIO DELLA PAGINA, POCO SOPRA IL TITOLO DI QUESTO ARTICOLO. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO, OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995


Bartolomeo Veneto, Ritratto di gentiluomo col labirinto, 1510 circa

Bartolomeo Veneto, Ritratto di gentiluomo col labirinto, 1510 circa

Sin dall’epoca in cui è nata la leggenda di Minosse e del Minotauro imprigionato nel labirinto dove, con l’aiuto dell’amore e dell’inganno, scenderà a scovarlo ed ucciderlo il prode Teseo, questo simbolo del Toro-uomo (emblema di forze divine che tentano di ribellarsi all’uomo ordinatore, soggetto sì al volere degli dei, ma al tempo stesso seguace di Prometeo) ha ispirato innumerevoli poeti, scrittori e pittori. Il labirinto è un sistema di difesa a carattere iniziatico, posto a guardia di un luogo sacro o di un tesoro (la sapienza e l’immortalità); un percorso tortuoso dal disegno inestricabile, apparentemente privo di una via d’uscita. Non vi è limite alle forme che può assumere: il modo in cui viene raffigurato in una data epoca, in un preciso contesto sociale, è sempre la firma di uno stile, la testimonianza di una concezione di vita. L’intellettuale del Cinquecento, ad esempio, si serve del labirinto per alludere a disposizioni dello spirito o, più banalmente, per intrattenersi con raffinati giochi d’ingegno.

Affascinato dal groviglio dei nodi – strettamente affini ai labirinti sul piano della rappresentazione e su quello psicologico -, Leonardo trascurò l’indagine intorno alla natura penetrando nella pura intellettualità, alla ricerca di una simbologia recondita. Con lui il labirinto diviene il simbolo dell’inesprimibile, del mistero, del peregrinare impedito. Tuttavia, saranno i pittori della generazione successiva a dedicarsi in modo più esplicito alla riproduzione di labirinti, accostandosi ad essi con un atteggiamento decisamente più frivolo. Per cominciare, il Labirinto d’amore, magnifico quadro attribuito alla scuola del Tintoretto, oggi conservato nella Camera della Regina ad Hampton Court Palace. La tela raffigura un labirinto circolare – forma che richiama l’isola di Citera, terra natale di Venere – ed è animata da aristocratici dediti a vari sollazzi e a giochi d’amore. Siamo ben lontani da atmosfere di meditazione e raccoglimento: l’ingresso del labirinto è occupato da due amanti abbracciati, mentre altri si rincorrono tra le siepi odorose.


 

Sullo sfondo si scorgono la torre di Babele, che allude all’Inferno, e una città turrita, la Gerusalemme celeste. Al centro della scena campeggia una tavola imbandita: il labirinto è, in questo caso, luogo di voluttà e delizie mondane, una sorta di Paradiso terrestre. Altro celebre esempio è costituito dal Ritratto di gentiluomo col labirinto, realizzato da Bartolomeo Veneto attorno al 1510. Il messaggio che l’opera intende veicolare – un ammonimento al riserbo e alla riflessione interiore – è suggerito dal berretto dell’effigiato: un berretto decorato da una corona di spine, immagine allegorica delle difficoltà che si possono incontrare sul proprio cammino, ed impreziosito da un medaglione su cui è raffigurato il naufragio di un vascello, circondato dal motto “Esperante me guide”. Il carattere introspettivo della composizione è poi ribadito dal labirinto che orna la sontuosa veste del committente, di cui custodisce i segreti del cuore. Anche la scuola fiamminga si è cimentata con la rappresentazione di labirinti, come dimostrano le Storie di Davide e Betsabea.

Scuola di Tintoretto, Il labirinto d’amore, 1550-60, particolare

Scuola di Tintoretto, Il labirinto d’amore, 1550-60, particolare


La tela descrive due momenti distinti: a destra Davide si innamora perdutamente di Betsabea, dopo averla vista al bagno; sul lato opposto, in primo piano, egli comunica al consorte dell’amata la sua imminente partenza per una spedizione dalla quale non farà più ritorno. A conferire unità all’opera, oltre al cielo plumbeo e al paesaggio lussureggiante, il labirinto dipinto al centro, la cui struttura, organizzata per cerchi concentrici di siepi, allude – come nel caso del quadro tintorettesco – agli intrighi erotici. Il tema è rintracciabile pure nell’arte minore dell’epoca: in un’incisione piuttosto rozza della Cronaca pittorica fiorentina Teseo, armato di clava e spada, giganteggia su un paesaggio caotico e regge un gomitolo il cui capo è fissato all’ingresso del labirinto, mentre sullo sfondo Egeo, all’apparire della tela nera, spicca il salto fatale e scompare inghiottito dai flutti.


A destra, in cima ad un’erta rupe, una scarmigliata Arianna agita un panno legato ad un bastone; in primo piano campeggia il “Laberinto Teseus”. Per l’edonistica corte cinquecentesca il labirinto è una moda, un raffinato divertissement. Tuttavia, questa è solo una delle possibili “incarnazioni”. Proprio a causa della sua origine mitologica, il labirinto si presta alle più disparate interpretazioni: è un mistero autentico, non risolvibile razionalmente; è metafora della morte, dell’itinerario dell’anima verso l’elevazione spirituale, denso di insidie e di prove da affrontare, o allusione al raggiungimento della vera sapienza, della conoscenza del sé più profondo, cui perviene solo chi è in grado di percorrerlo per intero, senza perdersi lungo il cammino.

In ogni caso, l’immagine del labirinto evoca l’idea di ostacolo, sia di ordine materiale che spirituale. Il cammino si fa ora erto ora precipitoso; ci si trova di fronte a porte chiuse o vicoli ciechi; si rimane intrappolati nei suoi giri tortuosi e nei suoi meandri: beato chi, come Teseo, riuscirà a guadagnare l’uscita del proprio labirinto personale.

COME VENDERE ON LINE QUALSIASI OGGETTO
CON LE ASTE DI CATAWIKI.
QUI I LINK. Gratis qui
ANCHE STIME E VALUTAZIONI.
ISCRIVITI GRATUITAMENTE ORA
E SENZA ALCUN IMPEGNO.
VENDI O CHIEDI AIUTO QUANDO VUOI

Le nostre case sono piene di oggetti di un certo valore, che non ci servono più. E spesso non ci rendiamo conto che abbiamo risorse a disposizione e che quello che a noi non serve più può avere un valore per gli altri

Le nostre case sono piene di oggetti di un certo valore, che non ci servono più. E spesso non ci rendiamo conto che abbiamo risorse a disposizione e che quello che a noi non serve più può avere un valore per gli altri

Vendi i tuoi oggetti con Catawiki: Clicca qui

Sapevi che alcune delle più grandi aste di arte online in Europa sono ospitate da Catawiki? Dalla prima asta nel 2011, il sito d’aste online Catawiki è cresciuto in maniera straordinaria, con aste settimanali in oltre 80 categorie, incluse 50 aste di arte che spaziano dall’arte classica a quella moderna. Il tratto distintivo di Catawiki è il team di esperti che valuta ogni lotto per qualità e autenticità, al fine di fornire al pubblico aste di altissimo livello. Inoltre, Catawiki agisce da intermediario tra acquirenti e venditori, offrendo transazioni sicure per tutti.

Con Catawiki metti all’asta monete, quadri, oggetti di antiquariato, vintage, con un semplice click: dai un’occhiata qui

a catawiki 2

I venditori sottopongono i loro oggetti all’analisi degli esperti, che poi li approvano e pianificano il loro inserimento in una successiva asta. Da qui inizia il divertimento. Le aste vengono visitate da milioni di potenziali acquirenti da tutto il mondo.Al fine di garantire la validità di tutte le operazioni, a garanzia assoluta dell’utente, le aste sono supervisionate da un notaio indipendente, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la garanzia notarile non ha alcun costo per l’utente.

Clicca qui per valutazioni gratuite di opere d’arte, antiche e moderne

x

Ti potrebbe interessare

Le dominatrici mondiali della pittura. Debora Hirsch racconta le sue opere

5 cose da sapere su Perugino