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Il nobel Dario Fo riprende la scoperta di Stile arte

A1FotocopertinaLa scoperta dell’identità della Fornarina di Raffaello e del matrimonio segreto tra l’artista e la modella – compiuta da Maurizio Bernardelli Curuz e pubblicata nel 2005 da Stile arte – è stata ripresa dal premio Nobel Dario Fo, nell’ambito del libro – edito da Francesco Cosimo Panini – e della lezione-spettacolo Bello figliuolo che tu se’, Raffaello, recentemente trasmessa dalla Rai. fofoto
Bernardelli Curuz aveva individuato la funzione allegorica di due perle, legata alla simbologia del nome, in altrettanti dipinti dedicati alla modella di Raffaello. Il nome latino della perla è margarita, e Margherita era il nome di una donna che, dopo la morte del maestro, era entrata in un convento romano. Il critico d’arte aveva individuato anche tutti i simboli che indicano l’avvenuta celebrazione di un matrimonio segreto tra il grande pittore e la sua modella. L’ampio studio era completato da una ricerca svolta dal vicedirettore del nostro mensile, Enrico Giustacchini, nell’ambito dell’allegoria del nome – una consuetudine nella ritrattistica del Cinquecento -, mentre Costanzo Gatta aveva ripercorso la storia dei matrimoni segreti.
“Ad ogni modo, la Fornarina ha un suo nome – ha scritto Dario Fo nel testo della sua lezione-spettacolo -. Come lo sappiamo? Ricercatori abilissimi hanno esaminato le metafore che tradizionalmente i pittori del tempo inserivano nei ritratti (i fiamminghi sono stati forse gli iniziatori di questa moda) e, confrontando tra loro i due dipinti, hanno ritrovato identici simboli allusivi. In entrambi i ritratti appaiono due brocchette dalle quali pendono delle perle. Le brocchette sono fermagli che legano il velo ai capelli. Le perle nella convenzione allegorica indicano un nome, appunto Margherita.
Scopriamo poi da un particolare che al momento del secondo ritratto (La Fornarina), la ragazza in questione è da poco maritata, anche se qualcuno, con velature a olio, ha tentato di cancellare l’anello che portava all’anulare della mano sinistra”.
Bernardelli Curuz, nello studio, aveva ricostruito i possibili motivi di quella cancellazione. Raffaello era infatti fidanzato ufficialmente con la nipote del cardinale Bibbiena, potentissimo uomo di Curia. Dopo la morte del pittore, i suoi allievi avrebbero eliminato – come dimostrano le radiografie del dipinto – ogni simbolo matrimoniale, per evitare che le commissioni vaticane passassero alla scuola di Michelangelo, che lavorava nell’ombra per subentrare all’appalto che era stato in precedenza assegnato a Raffaello.
Lo studio di Bernardelli Curuz, che il quotidiano londinese The Guardian aveva ripreso da Stile, ha fatto il giro del mondo ed è stato pubblicato da migliaia di testate.

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