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Uomini impiccàti per un piede, cosa significano queste figure nella pittura

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Fra le più celebri raffigurazioni di impiccati in età moderna vi sono certamente quelle esposte fino al 1494 all’esterno del Palazzo del Podestà di Firenze, con valore di monito per coloro che avevano simpatizzato per la Congiura dei Pazzi del 26 aprile 1478.



Quella mattina, durante la celebrazione della messa, alcuni influenti oppositori dei Medici, appoggiati dall’arcivescovo Salviati, pugnalarono a morte il mite Giuliano e ferirono lievemente il fratello Lorenzo, che molto aveva osteggiato l’ascesa politica e commerciale della potente famiglia Pazzi. Il colpo di Stato fallì, anche per la mancata sollevazione popolare che alcuni degli artefici si auguravano di suscitare. La punizione che seguì fu spettacolare: il giorno stesso e quelli immediatamente successivi coloro che erano stati catturati vennero impiccati alle finestre del palazzo pubblico, i loro cadaveri gettati sulla piazza e i loro ritratti, eseguiti rapidamente ma non privi di chiari caratteri di riconoscimento e di smorfie e contorsioni di dolore, ostentati quale inequivocabile avvertimento.

Come riporta Alessandro Cecchi nella recente monografia Botticelli (Federico Motta editore), fra gli esecutori di questi manifesti doveva essere anche l’autore della Primavera, capace, evidentemente, di spericolate variazioni di linguaggio, soggetto e finalità. A riprova di questa tesi Cecchi presenta uno studio conservato al Louvre e attribuito a Filippino Lippi da un originale di Botticelli, che raffigura molto probabilmente Napoleone Franzesi impiccato per un piede. Questi aveva partecipato alla congiura, ma era riuscito a fuggire ed era pertanto meritorio dell’esecrazione popolare riservata ai condannati in contumacia. Che il soggetto, dati i tempi e le usanze, non fosse poi così eccezionale, lo dimostra il noto appellativo di Andrea del Castagno riportato in entrambe le edizioni delle Vite del Vasari: proprio per l’opera di ritrarre i congiurati impiccati che “piacque a tutta la città e particolarmente agl’intendenti delle cose di pittura, fu cagione che da quella in poi non più Andrea del Castagno ma Andrea degl’Impiccati fusse chiamato”.

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