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Impressionismo – Il parasole in pittura, un video delizioso per capire subito l’Impressionismo


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II parasole, nella pittura dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, era molto amato dagli artisti e non solo perché fosse un accessorio necessariamente presente nella moda femminile dell’epoca. Molti artisti osservarono, infatti, le potenzialità pittoriche offerte dalla tela dell’\oggetto e non solo sotto un profilo meramente cromatico.  I parasoli, nell’ambito della pittura impressionista, offrivano agli artisti la possibilità di giocare con numerosi effetti di luce. E poiché l’impressionismo è soprattutto pittura di luce, colta nell’istante fuggitivo, la valenza di questo accessorio femminile fu notevole. Esso è colto spesso in controluce e diventa un diffusore luminoso, una seconda fonte di luce tonale. Che significa tutto ciò? Significa che il colore della tela diffonde una luce cromaticamente diversa da quella dominante del cielo che è bianco-azzurra-blu e che permea di sé, principalmente,  l’ambiente. La seconda fonte luminosa, costituita dal parasole che agisce come diffusore del colore della tela da cui è costituito, crea un sorprendente effetto di verità e intride, con i propri toni, un’area del quadro, differenziandosi dalla luce dominante.

Questo contrasto cromatico di emissioni luminose crea un effetto piacevole che si traduce, nella nostra mente, in una sensazione di aumentata luminosità e di tepore, poiché la tela dell’accessorio femminile cattura e diffonde la luminosità ocra-giallo-arancione del sole, suscitando una sensazione di benessere nell’osservatore, che associa questa luce colore a un senso di benessere. Possiamo osservarne l’effetto nel dipinto sottostante, – opera dell’impressionista americano Frank Weston Benson -prestando attenzione al fatto che l’artista registra la presenza di una seconda fonte di luce, cogliendone la presenza anche nelle ombre colorate, che vengono sempre rafforzate rispetto alla pittura precedente  Il colore del parasole suscita un effetto tonale sulle ombre – osserviamo il fianco e la gamba della donna – portando un color sabbia nell’ombra del vestito. Il pittore non usa il nero, ma un grigio azzurro – l’azzurro della luce dominante del cielo –  screziato di un color terra di Siena, proveniente dalla seconda fonte luminosa, costituita dal parasole. Osservando la spalla della ragazza è possibile vedere che l’artista usa qui ben tre fonti luminose. Accanto alle prime due – luce del cielo e del parasole – ne aggiunge una terza, nell’ombra che si stende sulla spalla,  costituita dal riflesso della pelle rosea della donna effigiata, immediatamente sotto il collo. Il parasole nell'arte 1 Monet giocò il parasole anche in senso inverso,  come elemento di contrasto denso, opaco e scuro che aumenta la luminosità del cielo, percorso da nubi turbinose, battute dal vento e dalla luce. L’ombra verdastra del braccio è suscitata da una seconda fonte di luce, in riverbero, costituita dal prato. Il parasole nell'arte 2

IL PARASOLE NELLA PITTURA


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