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Inaugura la sua mostra e muore. Scompare Otto Piene, fondatore del mitico “Gruppo Zero”

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piene

zero

 

 

Otto Piene, fondatore e ideologo della poetica del Gruppo Zero, è morto a Berlino poco dopo l’inaugurazione della sua mostra antologica alla Neue Nationalgalerie . Piene, per quanto non conosciuto dal grande pubblico, fu uno degli snodi dell’arte novecentesca, che, partendo dall’estinzione di espressioni caotiche – e pertanto richiamandosi più o meno esplicitamente alle opere monocrome di Malevich, sviluppo un arte in cui la monocromia interloquiva con forme semplici, elementari, nell’azzeramento di ogni principio dominato dall’idea di complessità. Lo zero è pertanto la cifra e il simbolo del gruppo, che spesso viene rappresentato nelle opere stesse “Zero è inizio. Zero è rotondo. Il sole è Zero. Zero è bianco (…) Zero è l’occhio. La bocca. Il buco del culo (…) oro e argento, rumore e vapore. Circo nomade. Zero. Zero è silenzio. Zero è inizio. Zero è rotondo. Zero è Zero», così scriveva Otto Piene nel 1963.  Il gruppo venne fondato a Dusseldorf  nel 1957, a da Otto Piene e Heinz Mack, artisti ai quali, successivamente,  si unì Gunther Uecker. I tre, dal 1958, iniziarono le esposizioni serali, mostre-evento che duravano soltanto poche ore, come epifanie, rivelazioni, non finalizzate al consueto stazionamento commerciale. Il riconoscimento pubblico del lavoro di Piene, avvenne a partire dal 1972, anno in cui l’artista fu chiamato a realizzare enormi installazioni, in occasione delle Olimpiadi, i cui simbolo – cerchi  incrociati – rinviavano così da vicino al linguaggio del gruppo,al quale poi aderirono Lucio Fontana, che aveva realizzato i suoi tagli su tele monocrome, e che pertanto di riconosceva nell’orizzonte austero e possente di una poetica incisiva e semplificata.Convergenza vi fu anche da parte di Piero Manzoni, il cui movente intellettuale pare più ricollegarsi agli spiazzamentii ironico-grotteschi del dadaismo duchampiano che alla ieraticità spazialista del gruppo Zero, che si sciolse nel 1966, dopo una collettiva di taglio antologico. Esponente di rilievo fu anche Aubertin (leggi la nostra intervista al maestro, cliccando il link interno   http://www.stilearte.it/concerto-per-fiamma-e-materia/).

Piene era nato a Laasphe (Vestfalia) nel 1928 ed aveva compiuto un percorso formativo che poi è ben riconoscibile nelle sue opere: da un lato la scuola d’arte a Monaco e a Düsseldorf   – che l’aveva messo a contatto con diverse tecniche espressive e gli aveva fornito l’approfondita conoscenza dei materiali –  dall’altro la facoltà di filosofia all’università di Colonia – che ne aveva plasmato il lato concettuale e il rigore logico che sarebbero confluiti nelle sue opere -. Dal 1974 al 1993 ha diretto il Center for advanced visual studies del Mit di Cambridge-Boston (Massachusetts). Di grande rilievo restano anche le sue opere e le sue instalalzioni luminose, com’è possibile osservare nei video.

 

 

 

 

 

 

 

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