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Klimt, entra nel sogno di mezza estate di un quadro malinconico. La super-lente

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Con il passare degli anni, l’anima decadente e modernista di Klimt – ed è come se egli, innovando, s’addolorasse del passato che se ne andava, passato che egli citava nelle proprie opere – passa da un sentimento che potrebbe essere accostato a quello de Il Piacere dannunziano – ricco di ori, di donne, di pelli seriche, di simboli smaltati, di citazioni di simboli antichi – a una vena crepuscolare. Una malinconia che esce spesso dal confronto con il paesaggio, con il quale si misura, a partire dall’esplosione del fenomeno impressionista. E’ evidentemente attratto dall’idea dei quadri en plein air e sembra osservare le opere di Monet, nella scelta del punto di vista, ma non nel cromatismo. I suoi sono paesaggi senza luci dominanti e discontinue; senza accensioni; con vibrazioni contenute. Sono opere attraverso le quali l’artista perde volutamente l’eloquenza della propria pittura di figura, per cogliere, in una visione ravvicinata – e pensiamo al passaggio compiuto da Monet, in direzione delle inquadrature di primo piano delle ninfee – un lacerto di paesaggio, rispettando comunque quel desiderio di occupare ogni punto del quadro, in una sorta di horror vacui che non lascia spazi amplissimi ai cieli.

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Questo dipinto di struggente bellezza (olio su tela, 90×90 cm), risale all’estate del 1901, sta sull’asse del modernismo di Klimt. Ogni estate, dopo 1899, Gustav Klimt si sarebbe unito ai numerosi concittadini che lasciavano Vienna per villeggiare in campagna, dove l’artista dipinse alcuni dei suoi più affermati, atmosferici, primi paesaggi. Il pittore utilizzava questi ritirati soggiorni rurali per recuperare le energie sprecate nel corso dei travagli per commissioni complesse e impegnative.

Gli svaghi consistevano nel canottaggio, nelle escursioni tra i boschi e nelle passeggiate sulle rive del lago, l’Attersee. E in una ritirata, intimista, pratica pittorica. Erano momenti, in cui appariva chiaro che l’artista dipingesse solo per sé.

 

Questo paesaggio straordinario con betulle è radicato nel mondo naturale, ma allo stesso tempo raggiunge verso il simbolico e l’inizio della sintesi della decorazione d’avanguardia.
Klimt è stato così descritto da un suo collega mentre dipingeva sulle rive dell’ Attersee: ‘Una volta durante un periodo di maltempo e freddo, quando era cupo e piovoso, siamo usciti a camminare sulla strada vuota. In Litzlberg – il luogo che si trova accanto al Kammer – sedeva un uomo,con un cavalletto davanti a sé, poco prima di un grande campo. Nonostante la pioggia e il freddo, si era seduto lì aveva dipinto un albero di mele con nitidezza fotografica. Come siamo arrivati ​​più vicini, lui non ha detto una parola amica, ma è rimasto immerso nel silenzio imbronciato”.

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Gustav Klimt
1862 – 1918
SEEUFER MIT BIRKEN  LAKESHORE WITH BIRCHES

oil on canvas
90 by 90cm.
35 1/2 by 35 1/2 in.
Painted in 1901.

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