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Klimt, vi racconto con i disegni quando a masturbarsi è una donna aristocratica

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Gustave Klimt, Masturbazione, 1913

a klimt copertina

Grande scrutatore della masturbazione femminile, come uno dei massimi, dolci rituali dell’essere, come tenue e floreale manifestazione di un nucleo igneo nella donna, pur angelicata, Gustav Klint dedicò a questa attività segreta numeromissimi disegni, in pose variate fino ad esplorare ogni possibilità posturale, fino a giungere a trasferire quell’atto nel dipinto Danae, un vero capolavoro. Buona parte dei disegni erotici di Klimt sono caratterizzati dalla presenza di donne – evidentemente modelle o amanti – nude o seminude, che, in molti casi si toccano il sesso. Questo foglio, che viene comunemente datato al 1913, si presenta di straordinario interesse sia sotto il profilo artistico che antropologico e sociale. Non ci sfugge certamente un fatto, che però dobbiamo contestualizzare e sottoolineare vigorosamente: la giovane donna è quasi completamente vestita. Non si è sfilata nemmeno gli stivaletti, ma soltanto la sottana. Ha aperto i mutandoni per toccarsi dolcemente la vulva.

a klimt copertina


Sembra un patto di spudoratezza con una dama dell’alta società. E lei ha accettato di posare. Forse ha preso il pretesto di posare per avere la libertà d’essere spudorata. E’ quello che Klimt cerca. Forse questa è la sua preda visiva di maggiore interesse; modelle e prostitute posssono accettare di toccarsi, per guadagnare qualcosa. Ma allora è solo una posa, nonostante fingano il piacere. Lui vuole una donna che lo faccia davvero. Per una signora dell’alta società è un atto proibito, disdicevole, complesso ma vittorioso nell’ambito della concezione di sé e del maschio che ha davanti; e al tempo stesso è la dichiarazione implicita che tutto il proprio mondo, velato di buone maniere, di contesti angelicati, di abiti sontuosi non riesce a coprire il triangolo pulsionale che le arde all’inguine come una palude torrida, percorsa dal fuoco greco. La spudoratezza è resa inevitabile dalla parte pulsionale del sesso che emerge con violenza primigenia dalle stratificazioni culturali, qui ben rappresentate dagli abiti sovrapposti e da altri segni, come l’anello alla mano destra – la stessa che esplora le labbra del pube – e un cammeo, che chiude la parte alta della pettorina. Abito, pettorina, anello – e l’effetto estatico della giovane donna di classe – rendono dirompente l’opera. Qui siamo di fronte a un peccato ordinario che non risparmia alcuna donna, nonostante il distacco dal sesso, proclamato a quell’epoca. Il vero e il falso. La copertura e il fuoco. In questi contrapposti si sviluppa la potenza delicata del disegno di Klimt

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