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Il cane portafortuna del principe-scultore Troubetzkoy

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cane troubetzkoy

Paolo Troubetzkoy, Cane accovacciato, 1916, bronzo, fusione a cera persa, altezza 10 centimetri, firmato dall’autore, timbro della fonderia A. Valsuani. Esitato da Sotheby’s il 21 maggio 2014, a Londra. Base d’asta 3000-5000 sterline inglesi

Raffinatissimo scultore e pittore, Paolo Troubetzkoy (1866-1938), figlio di un principe russo trasferitosi in Italia, è noto per splendide, elegantissime opere che cantarono, tra l’altro, il mondo della Belle Epoque. Ritratti di signore, eleganti dame con levrieri, principi e danzatrici.

Sotto il profilo formativo, l’artista cresce, come autodidatta, accanto ai colleghi della Scapigliatura, condividendone la maniera e gli ideali, volti alla ribellione e al rinnovamento poetico del mondo. Dai temi eccelsi si poteva passare allo scherzo o alla piccola provocazione. In quest’ultima categoria può essere inserito lo “scandaloso” Cane accovacciato – come viene definito ufficialmente – che rappresenta un setter, mentre fa i propri bisogni. Al di là del soggetto, ironico e sconcertante per il mondo artistico ufficiale, che voleva che l’arte si misurasse soltanto con i temi più alti, il principe opera una ricerca, con questa piccola scultura – è alta dieci centimetri – nell’ambito di n a suggestione plastica che veniva, negli stessi anni, esplorata da Matisse: la rappresentazione di corpi compressi, in grado di suscitare, nello spettatore, l’idea di uno scatto successivo. Il cane, modellato nel 1916, presenta la firma dell’autore e il timbro A.Valsuani, fonderia artistica che operava con i maggiori scultori del mondo.

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