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La tecnica di Paul Gauguin: super-ingrandimento per vedere come lavorava. Ecco i risultati


gauguin intera

Paul Gauguin
1848 – 1903
CABANE SOUS LES ARBRES
Firmato P. Gauguin e datato 92 (in basso a destra)
Olio su tela
28 1/2 del 17 1/8 in.
72,4 da 43,5 cm
dipinte nel 1892.

La storia del quadro

Per finanziare il viaggio a Tahiti, alla ricerca di un nuovo orizzonte pittorico ed esistenziale, lontano dalle apparenze illusorie della società occidentale,  Gauguin si finanziò con una vendita massiccia di proprie opere, avvenuta il 23 febbraio 1891. Nella stessa giornata,  rilasciò un’intervista a Jules Huret pubblicata da L’echo de Paris : “Io parto per essere in pace ed avere la possibilità di liberarmi dall’influenza della civiltà. Voglio creare solo arte semplice. Per fare questo, ho bisogno di immergermi nella natura vergine, vedere solo selvaggi, vivere la loro vita, senza altra cura che ritrarre, come farebbe un bambino, i concetti nel mio cervello utilizzando solo materiali artistici primitivi, l’unico tipo che sono buono e vero “. In queste brevi parole si sintetizza tutto Gauguin: il rifiuto della civiltà- e dell’evoluzione artistica-, la visione rousseauiana del mondo, l’accesso a una pittura di simboli, originaria, che non passa dalla riproduzione fotografica della realtà – “senza altra cura che ritrarre, come farebbe un bambino, i concetti nel mio cervello” – ma dalla rielaborazione formale, semantica e cromatica del dato reale, che è puro accidente. A qualche giovane pittore, durante il soggiorno a Pont Aven, primo laboratorio per il distacco dall’impressionismo, aveva detto che la realtà non andava copiata. Ma osservata. E successivamente rielaborata, senza che la tela stesse davanti al soggetto o al paesaggio da rappresentare.La latenza dell’immagine nella mente, avrebbe prodotto simboli, condotto in angoli più profondi dell’essere, al di là della superficie dell’apparenza.
Cabane sous les arbres – Capanna sotto gli alberi – è stato dipinto nel 1892, il secondo anno del primo soggiorno di Gauguin in Polinesia, che avvenne tra il giugno 1891 eil giugno 1893. Alla luce delle sue aspettative, Papeete si era rivelata una delusione, un avamposto provinciale che scimmiottava molti atteggiamenti della società che il pittore pensava di aver lasciato alle spalle. Aveva erroneamente ritenuto persino che là, la vita sarebbe costata pochissimo, ma non era così. Allora abbandonò l’odore di Occidente per scendere a Sud. Prima a  Paea poi a Maiteieam, due piccoli villaggi. Qui egli era in grado di prendere in affitto una capanna di bambù accanto a una laguna blu, e poteva lavorare in quell’atmosfera atmosfera idilliaca che aveva immaginato quando viveva in Francia. Nei primi  i primi cinque mesi della sua permanenza si era concentrato sul disegno e aveva familiarizzato con il nuovo ambiente.

La tecnica utilizzata

gauguin intera

Ingrandiamo il dipinto e iniziamo a sezionarlo. Partiamo dalla tela. Egli utilizza un supporto di grana non fine. Le linee in evidenza dei noduli della trama e i punti scoscesi accompagnano o creano contrasti alla pennellata di Gauguin. La tela non è preparata da colori stesi in precedenza e ciò è dimostrato da una forte assorbenza del colore da parte della tela stessa. Anche il colore è poco diluito. L’artista aumenta i diluenti, soltanto per realizzare l’azzurro blu degli alberi, con il fine che essi creino vibrazioni traslucide. Infatti, anche una visione ravvicinata del dipinto, dimostra la gommosità della materia cromatica, qui, sugli alberi, più ricca che in ogni altra parte dell’opera. Il colore qui copre la trama della tela. E, in effetti, sono proprio gli alberi in ombra, che assumono questo particolare colore, ad essere i protagonisti della scena, il nucleo centrale, il basso continuo, che innalza poi, i tasselli di luce dell’opera. Per il resto i colori sono stesi a piatto, più come in una tempera che in un quadro a olio. Le pennellate sono sommarie e sempre gli ingrandimenti macroscopici dimostrano che Gauguin sembra comporre, singolarmente, come farà Cézanne, attraverso la giustapposizione di elementi geometrici o geometrizzanti. Particolare, questo che sfugge, alla distanza. Il distacco dall’impressionismo era avvenuto da tempo e formalizzato, durante l’esperienza a Pont Aven, Un percorso ormai irreversibile. Colori piatti, qualche tocco per ombre e spessori, una visione anti-naturalistica della rappresentazione, alla ricerca della Grande anima della natura e del cosmo.

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