Home / Corso di pittura on line gratis / La velatura nell’arte: cos’è, come si ottiene. Immagini e video
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

La velatura nell’arte: cos’è, come si ottiene. Immagini e video


PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, SUBITO QUI A DESTRA. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO , OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995

velatura 3

La velatura è una tecnica artistica di finitura del quadro che consiste nel porre uno strato sottilissimo di colore molto diluito sul sottostante dipinto, ormai asciutto, per ottenere effetti di trasparenza, semitrasparenza, per creare l’effetto traslucido o per mutare il colore sottostante. Essa, per quanto si dica praticata già, pur episodicamente, dai pittori egizi e dell’antica Roma, caratterizzò inizialmente la pittura fiamminga e si legò al colore ad olio, che fu utilizzato, nei Paesi Bassi, a partire dal Quattrocento, mentre, in Italia, per i dipinti da cavalletto, si faceva ancora uso di tempera grassa.
I colori a olio, più brillanti rispetto alle tempere e meno pesantemente coprenti, consentivano ai pittori di finire i quadri con le velature. Inizialmente il nome velatura fu probabilmente conferito a questa tecnica non solo perchè consentiva di finire i quadri con un velo semi-trasparente di colore ma perchè, in modo molto evidente, consentiva di realizzare in modo stupefacente i leggeri veli detti anche, nel linguaggio dell’epoca, velature, che caratterizzano l’abbigliamento aristocratico femminile.

velatura 3

Nel dipinto di Rogier van der Weyden, il Ritratto di Donna, che fu realizzato nel 1446 con pigmenti diluiti in olio e stesi su tavola, possiamo osservare una velatura macroscopica, sopra il copricapo a quadretti – nella stoffa discendente, in primo piano – sulla fronte della giovane dama, fino all’altezza degli occhi, sulla camicetta, dove possiamo osservare, velatura su velatura, fino alla lieve, aerea definizione dello sbuffo triangolare che scende verso il centro del seno.  Questo ci permette di capire esattamente cosa sia la tecnica della velatura e di andare ad osservarla, in opere antiche, anche in dettagli minori, come sovrapposizione semi-trasparente di un colore bagnato ad uno secco per ottenere incarnati rosei e luminosi, effetti di tonalità cangianti, riflessi vaporosi e impalpabili, lumi diffusi e morbidi. In diversi casi la velatura fu usata come sfumato, per rendere meno duri i tratti dei volti dipinti. In altri casi per trarre un colore secondario, come il verde, in modo prezioso, sovrapponendo una velatura gialla al blu.

Torniamo all’opera di Van der Weiden. L’artista dipinse a olio tutto il ritratto, comprese, probabilmente le due tese posteriori del velo, che sono opache, e il copricapo. Lasciò che i colori si asciugassero, perfettamente, attendendo almeno due settimane. Poi, molto probabilmente, stese sulla tavola dipinta,  con un pennello ampio, un sottilissimo strato di vernice finale trasparente. Attese che la vernice asciugasse e che la superficie fosse “vetrificata”.. Quindi prese il pigmento bianco, in polvere,lo corresse con blu e rosso e lo diluì moltissimo nell’olio e forse nel liquido della vernice finale. Il colore diluito e semi-trasparente fu poi dato a pennello per creare le parti trasparenti del velo e della camicetta e per dar luce alle parti più chiare del volto e delle mani. Conclusa questa operazione il quadro fu tenuto in posizione orizzontale per evitare colature. E attese anche le velature asciugassero perfettamente per dare una mano di vernice finale che conchiudesse il dipinto di base e le velature stesse.

Lo straordinario effetto di trasparenza, oltre alla rarefazione del pigmento colorato, è dato dalla contenutissima eppur efficacissima distanza che esiste tra il dipinto sottostante, separato con vernice finale dallo strato sovrastante della velatura, e gli interventi di finitura, che avvengono su una superficie superiore. Ciò consente alla luce di penetrare nello stato trasparente che separa i due interventi sovrapposti e di imitare perfettamente l’effetto luminoso della trasparenza.


La tecnica della velatura giunse probabilmente in Italia con Rogier van der Weyden, pseudonimo di Rogier de la Pasture (Tournai, 1399 circa – Bruxelles, 18 giugno 1464) e altri colleghi fiamminghi. L’artista, che eccelse anche in questi lavori di finitura, ebbe infatti rapporti con la Casa d’Este ed altri casati italiani come gli Sforza e i Medici e viaggiò nel nostro Paese.

L’arte della velatura conobbe un momento di crisi ai tempi del realismo caravaggesco, che si basa su contrasti molto intensi tra luce e ombra, anche se è errata l’affermazione in base alla quale la velatura sarebbe finita proprio in quel periodo, nel quale in realtà, continuò ad essere praticata. Essa sopravvisse e prosperò, entrando invece in crisi nel Novecento a causa di una pittura di sintesi, solida e, in alcuni casi materica.

Il ritratto di Laura Battiferri, (1555-1560), opera del Bronzino, riprende le velature introdotte dalla pittura fiamminga

Il ritratto di Laura Battiferri, (1555-1560), opera del Bronzino, riprende le velature introdotte dalla pittura fiamminga

Proprio perchè la velatura è uno strato “esterno” al dipinto, posto al di là della lacca della prima mano di vernice finale, molte opere antiche furono danneggiate nel corso delle puliture con rimozione della vernice stessa, in restauri ottocenteschi o della prima parte del Novecento. L’utilizzo di soluzioni con presenza di acetone in termini percentualmente elevati rimosse anche numerose velature. Oggi quei quadri appaiono più piatti e opachi, come vediamo qui sotto. Naturalmente, un quadro dal quale sono state rimosse le velature risulta evidentemente deturpato perchè è piatto. L’autore ha infatti rinunciato a creare movimenti cromatici nelle prime stesure, tenendo un colore piuttosto uniforme, sapendo poi che avrebbe giocato la leggerezza e la preziosità del suo dipinto in fase finale. Anche il valore economico di un’opera “svelata” è oggetto a riduzione del valore economico. Che fare?Se l’opera è di buona mano o di un autore importante, ci dovremo rivolgere a un restauratore, chiedendo un intervento parzialmente ricostruttivo. Il professionista lavorerà conferendo evidenza ad antiche tracce fantasmatiche, con la possibilità che la ricostruzione si ampli, a partire dai motivi decorativi rimasti, all’estensione dei segni, per ridefinire ciò che è andato perduto.

Particolare di un ritratto del Seicento, che presentava velature, quasi completamente scomparse a causa una pulitura radicale. Quello che vediamo è il torace di una donna eil suo corpetto. Osservando con attenzione notiamo lievi tracce delle antiche velature con le quali era stata dipinta la camicetta ed altri punti in cui il colore chiaro è stato rimosso. Appare evidente, nella parte dell'opera alla nostra destra, a livello di tessuto, che la pulitura è andata a ridosso della prima stesura che appare molto secca e poco luminosa. L'eliminazione di tutta la vernice finale ha comportatola perdita delle preeziose velature, che erano collocate tra una stesura della vernice finale e l'altra,come in sandwich

Particolare di un ritratto del Seicento, che presentava velature, quasi completamente scomparse a causa una pulitura radicale. Quello che vediamo è il torace di una donna e il suo corpetto. Osservando con attenzione notiamo lievi tracce delle antiche velature con le quali era stata dipinta la camicetta ed altri punti in cui il colore chiaro è stato rimosso. Appare evidente, nella parte dell’opera alla nostra destra, a livello di tessuto, che la pulitura è andata a ridosso della prima stesura che appare molto secca e poco luminosa. L’eliminazione di tutta la vernice finale ha comportatola perdita delle preziose velature, che erano collocate tra una stesura della vernice finale e l’altra,come in sandwich

Come ottenere, oggi, una velatura? Noi diamo la vernice finale al dipinto, attendiamo che asciughi per poter lavorare su una superficie “plastificata” o “vetrificata”. Quindi prendiamo pochissimo colore e lo diluiamo, sulla tavolozza, con liquido dello spray della vernice finale. Ed ecco un colore trasparente ma fortemente aggrappante. Per ottenere il liquido dallo spray, basta schiacciare il diffusore, scaricando in un punto della tavolozza il flusso aeriforme, a distanza ravvicinata, per una decina di secondi. Alcune varianti, nella tecnica, vengono mostrate dal filmato. Il mercato offre già anche colori trasparenti, che sono contrassegnati da un quadratino bianco sull’etichetta.

PITTORI, ARTISTI, DOCENTI, STORICI DELL’ARTE HANNO SCRITTO CON NOI QUESTO MANUALE DI PITTURA – DEL QUALE L’ARTICOLO CHE AVETE QUI LETTO E’ SOLO UN CAPITOLO. UN MANUALE UNICO AL MONDO PER INCISIVITA’, CHIAREZZA E SEMPLICITA’.

L’OPERA E’ GRATUITA PER TUTTI POICHE’ IL NOSTRO SITO, PER POTERSI MANTENERE CONTA SUL NUMERO DI ACCESSI E DI CONSULTAZIONI CHE VENGONO VALUTATE DA AGENZIE PUBBLICITARIE, PER INSERZIONI. UN PO’ COME AVVIENE PER I CANALI TELEVISIVI DI MEDIASET. GUARDATE PERTANTO ANCHE LA PUBBLICITA’ CHE VI INFORMA E CHE CI CONSENTE DI PROSEGUIRE IN GRATUITA’ ASSOLUTA VERSO L’UTENTE FINALE. GRAZIE

IL CORSO DI PITTURA ON LINE gratis. Tecniche, segreti di bottega, tutorial, analisi, nuove idee.Il manuale si accresce con nuovi apporti, costantemente. Per accedervi cliccate qui sotto e salvate il link, per potervi riaccedere rapidamente. Nel caso di perdita del link basta digitare su google Corso di pittura gratis on line. Siamo nelle primissime posizioni

www.stilearte.it/category/corso-di-pittura-on-line-gratis/

 



x

Ti potrebbe interessare

a amazon

Regali di Natale. Scopri qui le super-offerte Amazon. Per categorie e prezzi. Ordina dal computer e ricevi a casa in poche ore

a merda

Perchè non ci facciamo un regalo dadaista? A 6 euro la Merda di Natale (che non offende nessuno)