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La violenza sistemica. Gli arabi e le donne nella pittura orientalista

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a deserto

Lo scontro e il dialogo limitato; le incomprensioni e i travasi culturali. Il rapporto tra Occidente e mondo islamico sembra difficilmente conciliabile. Ma nonostante queste posizioni così distanti rispetto alla concezione della realtà- non possiamo nasconderci questo aspetto, assecondando sempre il “senso di colpa” dell’Occidente – sono culture che si attraggono magneticamente, fino al tentativo di una distruzione reciproca. Attrazioni fatali. A portare pace tra Medio Oriente e Occidente provò lo stesso san Francesco. Che partì per la quinta Crociata e riuscì a farsi ricevere, durante la guerra, dal sultano Malil al Kamil. Era il 1219. Le cronache dell’epoca riferiscono di questa accoglienza sorprendente, ma Francesco non potè ottenere i risultati voluti. Pace, conversione o dialogo. Mutò comunque il proprio atteggiamento e intese come dialogo la forma d’evangelizzazione. E tornòsfinito dall’Egitto. Sfinito moralmente. E non solo perchè il proprio Ordine, in sua assenza, aveva avuto qualche problema. I contrasti tra Europa e mondo arabo sembrano destinati a non migliorare, se non atttraverso il riconoscimento di un netto scrimine tra le due culture e il rispetto di confini territoriali delineati in seguito a devastanti guerre. Anche la pittura rivolse la propria incuriosita attenzione nei confronti del Medio Oriente, soprattutto cogliendo l’aura favolosa che sembrava concretizzare i racconti di Mille e una notte. L’attrazione verso l’esotico diede forma all’orientalismo, L’orientalismo è una corrente pittorica, iniziata in Francia alla fine del settecento e sviluppatasi poi nell’ottocento soprattutto in Francia e in Inghilterra, che tendeva a rappresentare ambientazioni e atmosfere tipiche del mondo orientale, cogliendone soprattutto la sensualità. Harem, donne rapite. Tutto veniva traslato dalla letteratura, che trasfigurava una durezza rimasta, in quei luoghi, invariata. Nei dipinti molto spesso si allude alla violenza nei confronti delle donne, come un momento condiviso sadicamente tra il mondo sessualmente represso dell’Ottocento europeo e quello arabo. Come testimonia, tra gli altri, il pittore svizzero, Otto Pilny (1866-1936).


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