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Albero peni e abbondanza a Massa Marittima: significato, storia


Affresco Massa Marittima; significato, storia, simboli, epoca, studi, analisi

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L'edificio, coperto, che protegge le vasche d'acqua. E' visibile, sul fondo, il dipinto murale

L’edificio, coperto, che protegge le vasche d’acqua. E’ visibile, sul fondo, il dipinto murale

Il misterioso albero dei peni e dell’abbondanza, un ampio dipinto parietale realizzato nel XIII secolo a Massa Marittima, nasconde un significato celebrativo di natura politico-amministrativa.

Un approfondito studio realizzato da Maurizio Bernardelli Curuz -e pubblicato da Stile arte – scioglie il mistero dell’opera che rappresenta, tra l’altro, come una sorta di albero natalizio, una pianta sulla quale, a metà tra l’addobbo e la libera crescita di singolari frutti, appaiono ingombranti organi sessuali maschili in erezione. L’affresco, oggi conosciuto come l’albero dell’abbondanza, non sarebbe altro che un’opera ideata per celebrare le conseguenze politiche della costruzione dell’ampia fonte pubblica all’interno delle mura cittadine – sulle cui pareti è stato proprio realizzato il dipinto –  lavoro che avrebbe portato pace e prosperità al centro toscano. Una celebrazione del buon governo ghibellino insomma, commissionata dal podestà Ildibrandino Malcondine da Pisa, che governava sotto l’egida imperiale.

Anonimo del XIII secolo, L'albero dei peni, Massa Marittima

Anonimo del XIII secolo, L’albero dei peni, Massa Marittima

Il pittore, come dimostra Bernardelli Curuz, raffigurò tre scene in un unico dipinto proprio su una parete della pubblica vasca, fonte e lavatoio tripartito da altrettanti archi, con una delineazione degli spazi che riservava ad ogni contrada il proprio spazio. Ma sintetizziamo lo studio di Bernardelli Curuz. analizzando il dipinto .Sulla sinistra una donna – la città di Massima Marittima – sormontata da un’aquila che delinea l’ispirazione imperiale del governo; accanto a lei, nella stessa sequenza, due fanciulle che litigano strappandosi i capelli con una mano e cercando, con l’altra, di contendersi il pene-manico di un secchio. Una terza donna con una pertica tenta di scuotere i rami della pianta dove prosperano grossi falli, che sbucano tra le foglie. Sopra le tre donne – che Bernardelli Curuz indica come rappresentazione dei tre terzieri in cui era diviso il territorio – le aquile volano inquietamente, disturbate dai litigi. Al pittore venne chiesto di rappresentare, in questa scena ricca di tensione tra i personaggi, ciò che accadeva prima della realizzazione della fonte che convogliò i diversi esili rami d’acqua della parte alta della città – da qui nasce la simbologia vegetale – in un unico tronco d’acquedotto. Pace e prosperità giunsero, attraverso l’acqua che, in questa zona, viene spesso legata simbolicamente al pene, presso altre fontane.

Anonimo del XIII secolo, L'albero dei peni, Massa Marittima

Anonimo del XIII secolo, L’albero dei peni, Massa Marittima

“La visione dell’opera parietale ha portato immediatamente a costatarne la singolarità e l’apparente complessità – dice Bernardelli Curuz –  Abbiamo visto la prima scena, quella relativa al litigio. La seconda è rappresentata dall’albero di foglie decidue che divide lo spazio semicircolare sul quale fu steso l’affresco, pianta sulla quale prosperano due dozzine di falli in erezione, con il glande scoperto e la sacca scrotale in evidenza. L’albero è la capillare opera di convogliamento idrico di piccoli vasi nell’ambito della realizzazione di una rete idrica ordinata dal podestà. Alla base del tronco è infatti visibile, nonostante un’ampia lacuna provocata dalla caduta di colore, la raffigurazione del tetto a coppi della nuova fonte sormontato dal lacerto di una fiasca. Infine ecco – dopo i litigi e la realizzazione del tronco idrico – alla nostra destra la terza scena, quella della soluzione della vicenda: le stesse donne che si accapigliavano per il pene-acqua (l’organo maschile appare anche in altre fonti antiche della zona), ora vanno a braccetto e assumono una postura che fa pensare ad un sereno colloquio”.

L'albero rappresenta il convogliamento di vasi idrici- le fronde e ipiccoli rami- in direzione del tronco dell'aqcuedotto, che porta acqua alla fonte, rappresentata da una piccola casa e da una brocca

L’albero rappresenta il convogliamento di vasi idrici- le fronde e i piccoli rami- in direzione del tronco dell’acquedotto, che porta acqua alla fonte, rappresentata da una piccola casa e da una brocca

Ricchezza, fecondità e tranquillità sono raggiunte attraverso la realizzazione del progetto del podestà ghibellino. Un’opera pubblica che assume un profondo significato politico poiché porta alla pacificazione tra le zone della città contrapposte dall’approvvigionamento idrico, unità raffigurata, a destra, dall’aquila che, solitaria, vola sopra la cittadina”. Il riscontro di quanto sostiene Bernardelli Curuz è confermato dalla morfologia del porticato che protegge la fonte. La divisione tripartita del loggiato, attraverso altrettanti archi a sesto acuto, è prova dell’azione riordinatrice svolta dal podestà per un’equa fornitura idrica ai tre terzieri, e colloquia architettonicamente con il significato del dipinto.

Visione ravvicinata della chioma dell'albero dei peni, a Massa Marittima

Visione ravvicinata della chioma dell’albero dei peni, a Massa Marittima


Prima dello studio del direttore di Stile arte si riteneva che l’albero dei peni rappresentasse più semplicemente la propiziazione dell’abbondanza o secondo George Ferzoco dell’Università dei Leicester, gli effetti del cattivo governo ghibellino e l’azione riordinatrice svolta successivamente dei guelfi.

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Un'interpretazione novecentesca dell'albero dei peni e dell'abbondanza. Croquis d’Ornikleios (Friedrich Wilhelm Kleukens, 1878-1956), publié dans Kythera, 1921

Un’interpretazione novecentesca dell’albero dei peni e dell’abbondanza. Croquis d’Ornikleios (Friedrich Wilhelm Kleukens, 1878-1956), Kythera, 1921

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