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L’album di famiglia di Vincent Van Gogh: dolorose foto a scuola e il borgo selvaggio (2)


a vincent a scuola

 

Come tutti i primogeniti, Vincent fu oggetto di cure particolari da parte dei genitori; e questo fu uno dei possibili motivi che crearono poi uno scontro con gli altri, con gli estranei, dai quali non riceveva lo stesso affetto e la stessa considerazione. La scuola fu orribile, per lui. Si trovò isolato, incompreso.  Osserviamo la fotografia di questo gruppo scolastico. In alto appaiono maggiorenti, insegnanti, forse il preside o il direttore seduto alla cattedra. Nella parte bassa, gli allievi. Vincent Van Gogh è il terzo ragazzino, nella parte bassa della fotografia, a partire dalla nostra destra, con il cappellino sul ginocchio.

 

Ingrandiamo l’immagine e osserviamo la sua postura. Ha il volto imbronciato e teso. E’ chiuso in se stesso dalle braccia rinserrate, in posizione conserta. A differenza degli altri compagni di classe che occupano la scena in modo più sciolto, Vincent evita il contato fisico e preserva il proprio spazio ridotto.

 

Vincent van Gogh 13enne

 

a zundert

Non furono assolutamente anni facili, quelli della scuola. Si può così affermare che lo scontro con l’istituzione avviò un processo di progressiva asocialità e di contestazione.  Vincent preferiva leggere e pensare, senza avere guide. Per questo costituì un importante sostegno formativo rispetto al fratello Theo, quattro anni più piccolo di lui.  Il paese nel quale erano cresciuti, Groot Zundert, un villaggio vicino a Breda nella parte occidentale del Nord Brabante, nel sud dell’Olanda, si rivelava un “natio borgo selvaggio”(nella foto sopra, le case a schiera del paese, in una fotografia d’epoca) dominato da un grande mulino a vento, attorno al quale era sorto il nucleo abitato, struttura alla quale un altro pittore, nel 1880, avrebbe dedicato un dipinto. L’opera è di Jacob Maris.

A MULINO JACOB MARIS 1880

 

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