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L’album di famiglia di Vincent Van Gogh: lui, i genitori, i fratelli, la casa natale (1)

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Vincent Van Gogh nel 1886

House in Zundert where Vincent van Gogh was born *photograph was taken at a celebration of Jan Lieshout's 100th birthday (no connection with Vincent van Gogh) *09-05-1900

La famiglia di Van Gogh proviene dalla buona borghesia professionale olandese. E già segnalata nel Cinquecento e, nei secoli successivi, nei vari rami, si distinguono, in particolar modo pastori protestanti, professionisti, intellettuali e persino uno scultore. Ma se dovessimo individuare la professione più ricorrente è quella legata alla cura delle anime. Ecco, sopra, la fotografia della casa in cui nacque Vincent Willem van Gogh il 30 Marzo 1853. Guardate la carrozza, che issa una bandiera, durante una celebrazione civile. La stanza in cui il piccolo van Gogh viene alla luce è proprio quella dietro la bandiera.



 

E’ il primogenito del pastore protestante Theodorus, detto Doro,  1822-1885, trentunenne e della  trentaquattrenne Anna Cornelia Carbentus (1819-1907), proveniente da un’altra buona famiglia borghese d’Olanda. La coppia, nel 1852 aveva avuto un figlio maschio al quale era stato imposto lo stesso nome del futuro pittore; ma il piccolo era nato morto.  La casa che vediamo nella fotografia – edificio che fu abbattuto nel 1903 e che è stato ricostruito recentemente – sorge  a Groot Zundert, un villaggio vicino a Breda nella parte occidentale del Nord Brabante, nel sud dell’Olanda. Negli anni in cui nasce Vincent è una zona con ampie brughiere e mulini. Il villaggio è ordinato e piuttosto pulito. Lungo le strade sorgono case a schiera, realizzate con mattoni.

Il padre di Vincent, dal 1849 – cioè da quattro anni prima della nascita di Vincent – svolge la professione di pastore protestante, nella chiesa che vediamo qui sotto. Il rapporto con la moglie è ottimo. Vincent, che riteneva i genitori troppo osservanti e che non condivideva l’idea rigida di religione da loro praticata, avrebbe  comunque scritto nel 1889 “Qualunque cosa io possa pensare su altri punti, nostro padre e nostra madre sono stati una coppia esemplare”.

 

a chiesa zunter

 

 

la famiglia di van Gogh

 

Ecco la famiglia di Vincent al completo. In alto i genitori. La madre Anna è in una fotografia scattata in tarda età. Sotto, ecco quelle dei figli,  collocate secondo le date di nascita, come in un albero genealogico.


Alla nostra sinistra  il futuro pittore, Vincent, Anna, Theo, Elizabeth, Wilhelmien e Cornelius. Vincent avrebbe mantenuto un legame fortissimo con Theo,  il terzogenito (1857 -1891), quattro anni più piccolo di lui, che sarebbe divenuto gallerista e protettore di Vincent, , e un rapporto affettuoso con la “sorellina” Wilh, la penultima nata, mentre si sarebbero persi i contatti con gli altri fratelli.

 

a anna van gogh

Il ritratto di Anna, la madre dell’artista, dipinto da Vincent nel 1888

 

Nella famiglia Van Gogh è molto importante la figura del nonno dal quale il futuro pittore avrebbe preso il nome, Vincent.  Nonno Vincent (1879) era un pastore protestante che aveva studiato teologia all”Università di Leiden. Eccolo in una fotografia e in un ritratto steso dal nipote.

nonno

 

nono 1

 

Nonno Vincent aveva avuto undici figli. Diversi di loro avrebbero svolto un ruolo chiave nella vita di Vincent. Hendrik Van Gogh, “Eh,” è un mercante d’arte di Bruxelles. Johannes van Gogh  è un ammiraglio olandese (nella foto sotto) con cui Vincent avrebbe abitato ad Amsterdam per oltre un anno. Cornelis Marinus van Gogh, “Cor” è anch’egli un mercante d’arte.

 

a zio ammiraglio


Vincent ebbe un’infanzia felice, almeno fino agli anni di scuola. Era un primogenito piuttosto seguito da genitori molto presenti e apprensivi, ma anche piuttosto inclini a imporgli grandi obblighi. Questa sua condizione si scontrò di lì a poco, nell’impatto con il mondo scolastico. L’unico a comprenderlo era sempre il fratello Theo, qui sotto in fotografie appaiate. (CONTINUA)

 

van gogh i fratelli

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http://www.stilearte.it/lalbum-di-famiglia-di-vincent-van-gogh-le-sue-dolorose-foto-a-scuola-e-il-natio-borgo-selvaggio-2/ 

 

 

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