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Tomba di Nakht, Parete ovest, TT52_Necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna
XVIII dinastia
Foto Michele Alquati
Tomba di Nakht, Parete ovest, TT52_Necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna XVIII dinastia Foto Michele Alquati

L’antico Egitto…in un bicchiere di vino

La mostra – dal 22 marzo al 19 maggio nella Chiesa di San Domenico ad Alba (Cn) – di carattere archeologico, dal titolo “Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere” approfondisce un tema inedito: l’uso e la diffusione del vino nell’Antico Egitto, tema che unisce la cultura egizia a quella della nostra penisola.

Calice a forma di fiore di loto Nuovo Regno

Calice a forma di fiore di loto
Nuovo Regno

L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora – archeologa ed egittologa – è ospitata presso la chiesa di S. Domenico ad Alba e offre al pubblico un percorso articolato in cui si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una tomba con pitture parietali, un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridimensionale del suo volto, oltre a documenti fotografici.

Tomba di Nakht, Parete sud, TT52_Necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna XVIII dinastia Foto Michele Alquati

Tomba di Nakht, Parete sud, TT52_Necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna
XVIII dinastia
Foto Michele Alquati

La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in collaborazione con il Comune di Alba Assessorato alla Cultura, patrocinata da Regione Piemonte e Provincia di Cuneo e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco, Consorzio Turistico Langhe e Roero, ACA.

I 50 reperti archeologici esposti risalgono al periodo compreso tra l’Antico Regno e il periodo Romano, e uniti alla documentazione fotografica, descrivono le tematiche della mostra: l’alimentazione, la viticoltura, la vinificazione, l’uso del vino nella mummificazione e la correlazione con il misticismo e le divinità.

Tomba TT290 di Irynefer, primi anni del regno di Ramses II (1279-1213 a.C.). In mostra la ricostruzione in scala reale

Tomba TT290 di Irynefer,
primi anni del regno di Ramses II (1279-1213 a.C.). In mostra la ricostruzione in scala reale

Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto.
– La prima è dedicata allo studio della mummia di Epoca Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal Museo di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In esclusiva è inoltre presente la testa ricostruita a tutto tondo della mummia esposta di cui si individuano i caratteri somatici, grazie al complesso lavoro condotto in questi mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy Project presso i laboratori americani della Pennsylvania, attraverso diversi procedimenti tra cui la tomografia assiale e la microanalisi.
– La seconda sezione avvicina alla vita degli antichi egizi tramite la ricostruzione in scala reale della tomba TT290 di Irynefer con volta a botte (m. 5,10×2,20×2,10), il cui originale si trova a Deir el Medina nel villaggio dove vivevano coloro che costruivano le tombe nella valle dei Re e delle Regine.
All’entrata è raffigurato il dio Anubi in forma di sciacallo che protegge l’ingresso e sulle pareti si osservano diverse scene didascaliche tra cui “la confessione negativa” fatta dal defunto alla presenza di 42 divinità, che formano il tribunale divino presieduto da Osiride, per poter essere ammesso nell’aldilà.

Tomba TT290 di Irynefer, primi anni del regno di Ramses II (1279-1213 a.C.). In mostra la ricostruzione in scala reale Foto Michele Alquati

Tomba TT290 di Irynefer,
primi anni del regno di Ramses II (1279-1213 a.C.). In mostra la ricostruzione in scala reale
Foto Michele Alquati

Significative sono le fotografie scattate in Egitto appositamente per l’esposizione, alcune delle quali ritraggono le rappresentazioni parietali della tomba di Nakht, TT52 della necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna e raffigurano in modo dettagliato momenti di vita legati alla lavorazione della terra; in particolare la raccolta dell’uva e la spremitura, la conservazione del vino nelle anfore e la preparazione di un banchetto con grappoli offerti al defunto. Il vino, elemento simbolico in ambito religioso, era annoverato fra i doni dei corredi funebri, come viene illustrato nella Stele di Senbi (Medio Regno, XII dinastia) presente in mostra.
Tra gli oggetti legati al vino come simbolo di rinascita è esposta la statuetta in bronzo del dio Osiride che rinasce dopo la morte e l’imponente scultura di tre metri in quarzo-diorite raffigurante la dea
Sekhmet con la testa di leonessa, il cui nome significa “la potente”.

Stele di Senbi, Medio Regno, XII din.-Nuovo Regno, calcare, cm h. 41,5x32

Stele di Senbi,
Medio Regno, XII din.-Nuovo Regno, calcare, cm h. 41,5×32

Curiosi sono, inoltre, gli elementi per collare usekh in fayence, che, portati da uomini e donne, erano tra gli ornamenti personali più diffusi in Egitto; la loro forma a “grappolo d’uva” si ritrova anche in lunghe file di inserti parietali di palazzi e templi, come motivo decorativo a simboleggiare la rigenerazione. In mostra spiccano inoltre una serie di anfore rivestite internamente da materiale impermeabilizzante per conservare il vino, con forme diverse a seconda delle fasi di fermentazione e di invecchiamento.

Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere
22 marzo – 19 maggio 2014
A cura di Sabina Malgora
Sede Chiesa di S. Domenico, Alba – Cuneo

Orari di apertura
da martedì a venerdì: 14.30 – 18.30 (mattina e lunedì su prenotazione)
sabato: 10 – 22
domenica: 10 – 19

Ingresso mostra
Intero € 5
Scuole, over 70, under 14 € 4 – under 6 gratuito
Visita guidata in gruppo su prenotazione € 15

Info pubblico
per informazioni, prenotazioni e visite guidate (su richiesta con il curatore)
tel. 017335833 – info@ambientecultura.it, mummyproject@libero.it
www.mummyproject.wix.com/eventi
per percorsi didattici per bambini, studenti, famiglie e richieste speciali
info@ambientecultura.it, www. ambientecultura.it

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