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Le sbarre e il desiderio erotico proibito, nella pittura tra Settecento e Ottocento


copertina

Le sbarre hanno rappresentato, nei regimi di forte separazione tra sessi, una barriera e uno straordinario gioco per unirsi carnalmente senza varcare quella linea di ferro che demarcava la distinzione dei territori della virtù e del peccato. Sicchè attorno al mito del cancello, delle inferriate, delle finestre protette o dei cancelli si giocò, tra Settecento e Ottocento tutta una lettueratura e una pittura di piccanti congiunzioni, solo parzialmenbte impedite da un ostacolo o forse proprio rese più acute e coinvolgente, a causa dell’impedimento da annullare.

Oggi, avendo perduto l’idea che suore e sacerdoti debbano fare i conti, umanamente con le pulsioni, deviandole nel caso di una tenuta del voto di castità o “commettendo peccato”, non ci stupiamo degli infortuni delle virtù. a meno che l’oggetto del desiderio siano bambini e bambine.Nel passato, quando la Chiesa invece sottolineava la propria superiorità morale, questi cedimenti diventavano paradigmatici di una falsità di costumi e del farisaismo ecclesiale, che erano subito stigmatizzato, anche sui temi sessuali, specie dalla pubblicistica massonica.

Comunque sia i disordini nei conventi maschili e femminili, specie quando ci si trovava di fonte alle monacazioni forzate, erano
all’ordine del giorno, a partire dal Medioevo e, per questo i luoghi di vita consacrata erano oggetto di controlli ferrei, che non potevano risolvere completamente il problema.
Nel Settecento e nell’Ottocento ci si divertì molto raccontando o dipingendo rapporti sessuali che avvenivano nonostante l’impedimento dell’inferriata. Una delle opere scabrose e più belle, sotto il profilo qualitativo della pittura e della scenetta raccointata con levità biedermeier, dedicate al tema è certamente l’olio di Heinrich Lossow, dipinto nella seconda metà dell’Ottocento.
Heinrich Lossow ilpeccato

Una giovane suora dalle carni eburnee, sta, contro un cancello, in una posizione di volo estatico, mentre alle spalle appare la figura bruna e matura di un monaco, che non può osservare ciò che sta commettendo. Il tema delle sbarre come segno di un rapporto amoroso proibito, torna nel dipinto di Angelo Inganni, della stessa epoca, e qui riguarda il corteggiamento di un ricco signore a una giovane contadina, mentre un’anziana dorme. Suggestione frizzantina, senza consumazione del peccato, almeno in questo frame. In altre illustrazioni dell’epoca o dei primi del Novecento si coglieva invece il dopo approccio, senza la minima reticenza descrittiva, come possiamo ben vedere.

inganni

Jean Adrien Mercier 13

Eusebi Planas 9

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